Rally della Val d’Orcia: i segreti nell’analisi di Angelo Pucci Grossi

Pubblicato il 01 Aprile 2026 - 12:03

Il Rally della Val d’Orcia si prepara ad accogliere i protagonisti del Campionato Italiano Rally Terra e del Campionato Italiano Rally Terra Storico, in programma dal 10 al 12 aprile sugli sterrati della provincia di Siena. L’evento, curato da Radicofani Motorsport, rappresenta un appuntamento di rilievo tecnico nel panorama nazionale, con iscrizioni aperte fino a venerdì 3 aprile. Per illustrare le caratteristiche dei tratti cronometrati, il pilota riminese Angelo Pucci Grossi ha analizzato i filmati on-board messi a disposizione dall’organizzazione, offrendo una panoramica dettagliata delle sfide che attendono i driver.

La prova speciale denominata “Radicofani”, lunga 12,86 chilometri, rimane il punto di riferimento della gara. “Si tratta della frazione più iconica, divisa in tre sezioni distinte – spiega Angelo Pucci GrossiLa parte iniziale è una salita stretta e tecnica su fondo mosso, dove occorre precisione nei tornanti. Segue un tratto veloce su carreggiata larga e compatta che permette velocità elevate e include il celebre salto di Radicofani, con il passaggio spettacolare tra il pubblico in centro paese. Il finale torna a essere insidioso, con una discesa stretta su fondo irregolare che rende difficile mantenere un ritmo costante nei tre passaggi previsti, l’ultimo dei quali in notturna”.

Il percorso prosegue con la “Castiglioncello del Trinoro – Sarteano” di 7,05 chilometri. Secondo l’analisi del pilota, questo tratto storico alterna salite e discese su un fondo ghiaioso ben battuto, ideale per le percorrenze in derapata. “È una prova pulita con pochi tagli, che richiede un buon equilibrio tra precisione e ritmo”, osserva Angelo Pucci Grossi, sottolineando come la natura del fondo permetta di interpretare al meglio le traiettorie senza troppe interferenze esterne.

Tra boschi e fango: le insidie di Fighine e l’incognita Monte Cetona

Un altro settore fondamentale è la “San Casciano dei Bagni – Fighine”, lunga 13,54 chilometri. La prova inizia con una salita lenta che immette in una zona boschiva più ritmata. “Dopo l’intersezione su asfalto, il terreno cambia drasticamente – avverte Angelo Pucci GrossiLa strada si restringe e diventa viscida a causa di rigagnoli d’acqua, specialmente nelle zone d’ombra. Il finale è caratterizzato da dossi e salti molto apprezzati dagli appassionati. Di questa prova è prevista anche una versione ridotta, la Palazzone–Fighine, di 5,73 chilometri”.

La vera incognita dell’edizione 2026 è rappresentata dalla “Monte Cetona – Piazze”, una novità assoluta di 6,83 chilometri. Essendo un tratto inedito per tutti gli equipaggi, il lavoro sulle note durante le ricognizioni sarà determinante. La prova si distingue per una carreggiata più stretta rispetto agli standard della zona e un fondo tipico del sottobosco, con numerose curve in successione che lasciano poco spazio ai tratti ad alta velocità.

La gestione del ritmo e le novità tecniche del percorso

“La Monte Cetona sembra molto diversa dalle altre speciali – commenta Angelo Pucci GrossiÈ estremamente guidata e priva di riferimenti consolidati. Chi riuscirà a trovare immediatamente il giusto feeling potrà accumulare un vantaggio importante, considerando che il settore verrà ripetuto due volte. Sarà fondamentale la precisione nella stesura delle note e la capacità di adattamento immediato”. La configurazione del rally punta dunque a premiare i piloti capaci di interpretare fondi che cambiano repentinamente caratteristiche meccaniche.

L’integrazione di tratti notturni e passaggi nei centri abitati aggiunge un ulteriore livello di complessità alla gestione della gara. Il format scelto da Radicofani Motorsport punta a valorizzare il paesaggio della Val d’Orcia, garantendo al contempo una sfida agonistica che mette a dura prova la resistenza meccanica delle vetture e la concentrazione degli equipaggi. La varietà delle prove, dal veloce compatto di Radicofani al viscido guidato di Fighine, assicura un confronto aperto fino all’ultimo chilometro cronometrato.

di Peppe Marino

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