WRC: l’anteprima del Rally di Croazia 2026
Il Campionato del Mondo Rally approda questa settimana in Croazia per la quarta prova della stagione 2026. L’evento segna il primo appuntamento dell’anno interamente su asfalto e inaugura una fase determinante per la rincorsa ai titoli iridati. Dopo un anno di assenza, la manifestazione si ripresenta con una fisionomia profondamente mutata: la base operativa è stata trasferita da Zagabria alla città costiera di Fiume, con il quartier generale stabilito presso il circuito di Grobnik, storica sede del Gran Premio di Jugoslavia tra il 1978 e il 1990.
Il percorso è stato ridisegnato per oltre il 75% rispetto all’ultima apparizione mondiale del 2024. Al comando della classifica piloti si presenta Elfyn Evans con 66 punti, seguito a otto lunghezze dal compagno di squadra in Toyota Gazoo Racing, Oliver Solberg. Più staccato, a quota 55 punti, si trova Takamoto Katsuta, reduce dal successo nel recente Safari Rally Kenya. Anche tra i costruttori la casa giapponese detiene la leadership con 157 punti, contro i 114 della Hyundai Shell Mobis WRT.
Elfyn Evans vanta un legame statistico importante con questa gara, avendo conquistato la vittoria nel 2023 e un secondo posto nel 2021. Nonostante il ritiro nell’ultima trasferta africana, il gallese è riuscito a limitare i danni grazie ai punti ottenuti nella “Super Sunday”, mantenendo la vetta del campionato. “La Croazia è sempre stata una tappa favorevole per noi, quindi è positivo ritrovarla in calendario – ha dichiarato Evans. Si tratta di una gara caratterizzata da continui mutamenti di superficie e aderenza, ma lo spostamento verso la costa introduce molte incognite. Dovremo valutare le nuove prove speciali durante le ricognizioni per redigere note accurate”.
Strategie tecniche e il confronto tra i protagonisti del mondiale
Il leader della classifica ha inoltre evidenziato come l’evento croato rappresenti l’inizio di un ciclo di gare su asfalto che richiede una pianificazione a lungo termine. “Nei test abbiamo riscontrato condizioni di umidità e fango che potrebbero rispecchiare il meteo della gara, ma abbiamo dovuto lavorare anche in ottica del Rally delle Isole Canarie, data la correlazione tecnica tra i due appuntamenti”, ha spiegato Elfyn Evans, ribadendo l’obiettivo di massimizzare il risultato. Alle sue spalle, Oliver Solberg cerca riscatto dopo il guasto tecnico subito in Kenya, mentre Takamoto Katsuta affronta l’asfalto con rinnovata fiducia, forte di una striscia di piazzamenti nei primi sei in ogni sua partecipazione in Croazia.
In casa Hyundai, le speranze sono affidate ad Adrien Fourmaux, reduce dal primo podio stagionale, e a Thierry Neuville, che insegue una vittoria su queste strade spesso sfuggita nonostante prestazioni di rilievo. La squadra coreana schiera inoltre Hayden Paddon, al suo debutto assoluto in questa manifestazione. Il fronte Toyota è completato da Sami Pajari, mentre M-Sport Ford punta su Jon Armstrong, vincitore della finale europea lo scorso anno proprio in queste zone, e sull’esordiente Josh McErlean.
La gara scatterà venerdì e prevede 20 prove speciali per un totale di 300 chilometri cronometrati attraverso l’Istria, la regione di Karlovac e il litorale montano. Il nuovo disegno del rally include ascese che superano i 1200 metri di altitudine, come nel caso della prova di Platak, dove le variazioni meteorologiche repentine potrebbero rimescolare i valori in campo. La precisione di guida su strade strette e il rischio di inquinamento della traiettoria saranno i temi dominanti di una sfida che non concede margini d’errore.
Lo sviluppo della gara: dall’Istria alla nuova Power Stage costiera
La giornata inaugurale di venerdì sarà interamente dedicata ai tratti cronometrati dell’Istria, mentre sabato la logistica prevederà un servizio di assistenza remota a Karlovac. La tappa conclusiva di domenica si svilupperà nuovamente verso la costa adriatica, culminando nella inedita “Alan – Senj Wolf Power Stage”, che assegnerà i punti supplementari. La combinazione tra asfalti tecnici e scenari naturali variegati promette di mettere a dura prova la resistenza meccanica e la tenuta psicologica degli equipaggi.
Il passaggio dalla terra africana all’asfalto balcanico richiede un adattamento immediato del set-up e dello stile di guida. Con oltre 100 chilometri di prove speciali completamente nuove per tutti i piloti prioritari, il Rally di Croazia 2026 si preannuncia come uno dei banchi di prova più incerti della stagione. La capacità di interpretare correttamente i nuovi segmenti cronometrati, unita a una gestione oculata degli pneumatici, sarà la chiave per uscire indenni da una delle gare più impegnative del calendario iridato.
di Peppe Marino
