Pajari leader in Croazia: venerdì nero per Evans e Solberg
La prima tappa del Rally di Croazia 2026 si chiude nel segno di Sami Pajari, balzato in testa alla classifica generale dopo una sequenza di colpi di scena che ha decimato i favoriti della vigilia. Il giovane pilota della Toyota Gazoo Racing ha concluso le otto prove speciali previste in Istria con un vantaggio di 13,7 secondi su Thierry Neuville. A completare il podio provvisorio è il giapponese Takamoto Katsuta, distanziato di appena nove decimi dal belga della Hyundai. La competizione, caratterizzata da un asfalto insidioso e livelli di aderenza estremamente variabili, ha messo a dura prova la resistenza degli pneumatici e la concentrazione degli equipaggi.
L’avvio di gara sembrava premiare Elfyn Evans, capace di sfruttare la posizione di partenza per vincere le prime due frazioni cronometrate. Il gallese, primo a scendere in pista, ha beneficiato di una sede stradale pulita, accumulando rapidamente un margine di oltre quindici secondi sugli inseguitori. Tuttavia, la sua leadership è crollata durante la PS3: un ingresso troppo veloce in una curva a destra ha causato l’uscita di strada della sua vettura, terminata tra gli alberi della Beram-Cerovlje. “Siamo stati colti di sorpresa – ha ammesso Evans al termine della giornata. La curva era più stretta del previsto, andavamo troppo forte e siamo finiti fuori. È deludente, perché l’inizio era stato ottimo”.
La regolarità di Pajari e la rimonta di Neuville
Il ritiro di Evans è stato solo il secondo atto di un venerdì difficile per il team Toyota, che aveva già perso Oliver Solberg dopo soli cinque chilometri di gara. Lo svedese è finito fuori strada nella PS1 dopo aver urtato un terrapieno, vedendo svanire ogni speranza di successo al debutto stagionale su asfalto asciutto. “Ho accusato del sottosterzo e abbiamo colpito una roccia con il posteriore – ha spiegato Solberg. È dura quando le cose non vanno secondo i piani, specialmente perché dedico ogni istante della mia vita a questo sport”.
In questo contesto di incertezza, Sami Pajari ha dimostrato una freddezza fuori dal comune. Pur non dominando ogni frazione, il finlandese ha approfittato degli errori altrui per issarsi in vetta, siglando il miglior tempo nella PS4 e difendendo il primato per tutto il pomeriggio. “La competizione è serrata e impone di spingere al limite – ha dichiarato Pajari. Mi sono divertito molto nella seconda parte di gara, mentre la mattina è stata complessa. È solo il primo giorno, ma guidare è stato un piacere”.
Alle sue spalle, Thierry Neuville è riuscito a raddrizzare una giornata iniziata sotto il segno del malumore. Il pilota belga, inizialmente critico verso il bilanciamento della sua Hyundai i20 N Rally1, ha trovato il giusto ritmo nel secondo giro, conquistando le PS6 e PS7. “In queste condizioni l’equilibrio è difficile da trovare – ha osservato Neuville. Siamo comunque in una buona posizione; è un piccolo passo avanti, ma per noi significa molto”. Anche Takamoto Katsuta ha confermato il suo ottimo stato di forma, gestendo la gara con maturità dopo aver rallentato nella PS1 proprio per evitare la vettura incidentata di Solberg.
Risalite e forature: il bilancio degli inseguitori
Al quarto posto si è posizionato Hayden Paddon, al debutto assoluto in Croazia. Il neozelandese, pur non trovando il feeling ideale sulle scivolose strade istriane, ha evitato errori gravi chiudendo a 1 minuto e 15 secondi dalla vetta. Alle sue spalle si è attestato Adrien Fourmaux, autore di una rimonta ostacolata da una foratura nella PS2 che gli era costata oltre un minuto. Sorte simile per Josh McErlean, scivolato fuori dalla top five a causa di uno pneumatico danneggiato nella PS7, mentre Jon Armstrong è stato costretto al ritiro nella PS4 dopo un urto violento contro un terrapieno.
Nel WRC2, la battaglia è guidata da Yohan Rossel su Lancia Ypsilon HF Rally2, seguito dal compagno di marca Nikolay Gryazin, staccato di 22,1 secondi. La categoria ha rispecchiato l’andamento della classe regina, con numerosi cambiamenti di classifica dovuti alle forature. La gara riprenderà sabato con la tappa più lunga e impegnativa del rally: otto prove speciali per un totale di oltre 115 chilometri cronometrati che definiranno ulteriormente la lotta per la vittoria.
di Peppe Marino
