Clamoroso in Croazia: si ritira anche Evans, Pajari al comando
La prima mattinata del Rally di Croazia 2026 ha stravolto gli equilibri del campionato mondiale. Dopo l’uscita di scena di Oliver Solberg nelle fasi iniziali, la PS3 ha segnato il ritiro del leader della classifica iridata, Elfyn Evans. Il pilota gallese, che si trovava al comando della gara dopo i primi due tratti cronometrati, è finito fuori strada al tredicesimo chilometro della prova più lunga del venerdì. Un errore nell’interpretazione di una nota ha portato la sua Toyota ad andare larga in una curva a destra, terminando la corsa nella boscaglia senza possibilità di ripartire.
Le difficoltà del percorso croato, caratterizzato da tagli profondi, dossi e repentine variazioni altimetriche, hanno messo a dura prova anche chi è rimasto in gara. Takamoto Katsuta, compagno di squadra di Evans e primo a giungere al traguardo dopo l’incidente, ha mostrato rammarico per l’accaduto: “Vedere un collega fuori strada non è mai piacevole, è un vero peccato per loro”. Nonostante il ritiro dei due compagni di squadra, la Toyota resta comunque al vertice grazie alla prestazione di Sami Pajari, che ha ereditato la leadership della competizione.
Il giovane finlandese ha ammesso di aver risentito della tensione psicologica causata dagli incidenti che lo hanno preceduto. “Sapere che qualcuno è uscito poco prima della propria partenza non aiuta la concentrazione”, ha spiegato Sami Pajari. Nonostante le preoccupazioni, il pilota ha gestito la PS4, facendo segnare il miglior tempo e consolidando il primato in vista della sosta di metà giornata. Il suo vantaggio su Takamoto Katsuta è ora di 8,4 secondi, un margine che lo pone in una posizione inaspettata ma favorevole.
Lotta al vertice e problemi tecnici: Neuville insegue tra le difficoltà
Il ritiro di Evans e i problemi occorsi agli avversari hanno aperto la strada anche ad Adrien Fourmaux, che ha cercato di recuperare il tempo perso per una foratura nella speciale precedente. Il pilota francese ha sottolineato l’importanza della prudenza in una gara così selettiva: “Dobbiamo evitare errori banali; partire per primi garantisce una traiettoria più pulita”. Chi invece ha faticato a trovare il ritmo è stato Thierry Neuville, autore del miglior tempo nella PS3 ma visibilmente scontento del comportamento della sua Hyundai sugli asfalti balcanici.
Il belga ha evidenziato limiti strutturali nell’assetto della vettura, lamentando una cronica mancanza di precisione. “L’aderenza è estremamente bassa ed è difficile leggere il fondo per trovare la sicurezza necessaria”, ha dichiarato Thierry Neuville. Successivamente, dopo aver perso terreno nella PS4, ha aggiunto: “Il problema principale è l’assetto, la macchina soffre di un forte sottosterzo e ogni prova speciale diventa una battaglia personale per tenerla in strada”. Attualmente Neuville occupa la terza posizione, distanziato di soli 8,7 secondi dalla vetta.
Il gruppo dei pretendenti alla vittoria si è drasticamente ridotto a soli tre piloti, complice anche l’incidente di Jon Armstrong. Il pilota della M-Sport Ford, che stava insidiando le prime posizioni, ha danneggiato uno pneumatico e un braccio della sospensione nella PS4, scivolando lontano dai vertici. Dietro il trio di testa composto da Pajari, Katsuta e Neuville, il vuoto: Hayden Paddon, quarto in classifica generale, accusa già un ritardo di 41,4 secondi dal leader.
Il bilancio della mattinata e le prospettive per il pomeriggio
Il riordino di mezzogiorno permetterà ai team di analizzare i dati di una mattinata che ha visto la scuderia Toyota dominare la classifica ma perdere due pedine fondamentali per il titolo costruttori. Se da un lato Sami Pajari si gode il primato pur mantenendo un profilo cauto: “Non è la posizione che immaginavo di occupare, ma credo di poter ancora migliorare il mio passo”. Dall’altro i suoi avversari diretti prevedono una seconda parte di giornata ancora più complessa a causa del degrado del fondo.
Takamoto Katsuta ha infatti osservato come la situazione possa evolvere rapidamente: “Speravo di lasciare un po’ di polvere agli inseguitori, ma non ce n’era molta. È già successo di tutto e il pomeriggio sarà sicuramente impegnativo”. Con le strade che diventeranno sempre più sporche a causa dei detriti trascinati in traiettoria, la gestione dei tagli e la pulizia di guida diventeranno fattori decisivi. Il distacco minimo tra i primi tre piloti garantisce un prosieguo di gara intenso, dove la resistenza meccanica sarà cruciale quanto la velocità pura.
di Peppe Marino
