Rally di Roma Capitale: Bruno De Pianto punta al mondiale 2027
Il Rally di Roma Capitale giunge all’edizione 2026 affrontando una fase di profonda evoluzione logistica e sportiva. Il team di Motorsport Italia, coordinato da Bruno De Pianto, ha impostato la struttura dell’evento guardando direttamente al 2027, anno in cui la manifestazione ambisce a entrare nel calendario del FIA World Rally Championship. Lo spostamento del quartier generale da Fiuggi verso il quartiere romano dell’EUR rappresenta il fulcro di questo riassetto, volto a modernizzare l’accoglienza e l’efficienza operativa della gara.
L’organizzazione ha scelto di mantenere immutato il valore simbolico della prova spettacolo al Colosseo, considerata un’occasione celebrativa senza eguali per la disciplina. Parallelamente, il traguardo finale è stato fissato in Via della Conciliazione, con la Basilica di San Pietro a fare da cornice alla cerimonia di premiazione. Secondo De Pianto, intervistato da Gianluca Nataloni, queste scelte sono finalizzate a garantire una visibilità globale all’evento: “L’arrivo a San Pietro e la conferma del Colosseo sono zone iconiche che permetteranno alle immagini del Rally di Roma Capitale di fare il giro del mondo”.
Il ridisegno del percorso ha richiesto l’abbandono temporaneo delle prove in Ciociaria, territorio che ha costituito il nucleo storico della manifestazione. La scelta di virare verso l’area di Rieti e Roma Nord ha portato all’introduzione di circa 170 chilometri di prove speciali inedite. Questa manovra obbliga i concorrenti a un impegno supplementare nella fase di ricognizione, poiché non sarà possibile contare su riferimenti consolidati. Il manager di Motorsport Italia osserva: “Sarà una sfida nuova per tutti i piloti, che dovranno scrivere le note da zero e imparare i tratti in breve tempo per esprimersi al meglio”.
Il percorso verso il World Rally Championship
Il dialogo con il nuovo promoter del campionato mondiale è costante e segue una tabella di marcia definita. L’obiettivo primario è il raggiungimento di obiettivi intermedi necessari per ottenere la certificazione definitiva. L’ispezione tecnica effettuata sulle nuove prove speciali ha dato esito positivo, confermando la validità degli scenari scelti per il progetto iridato. Restano ora da consolidare l’attrattività internazionale della gara e l’efficacia della copertura mediatica, parametri che saranno misurati dopo la pubblicazione dell’elenco iscritti e la chiusura della manifestazione.
Il manager aggiunge riguardo al confronto con la federazione: “La fase più complessa era rappresentata dall’ispezione tecnica dei nuovi tratti, superata con successo grazie al via libera ricevuto. Valuteremo l’impatto internazionale dell’evento attraverso i dati finali di promozione televisiva e mediatica. Il nostro impegno resta quello di garantire a piloti e scuderie un ricordo positivo di questa esperienza”.
Consigli per il pubblico e prove speciali simbolo
Per favorire la fruizione dell’evento da parte degli appassionati, l’organizzazione ha integrato un sistema digitale per la gestione della mobilità. Sarà infatti disponibile un’applicazione denominata “Rally Pin”, accessibile dal sito ufficiale della manifestazione, che permetterà di pianificare i trasferimenti verso le aree spettatori evitando le zone soggette a chiusura stradale. L’obiettivo è facilitare l’afflusso del pubblico nei punti di osservazione più significativi in totale sicurezza.
Tra le novità del sabato, la “Piana di Rascino” si distingue come prova di particolare rilievo tecnico e spettacolare. De Pianto descrive così il tratto: “È il mio preferito tra quelli del sabato. A metà percorso si trova un altopiano che consente di osservare i piloti per circa quattro chilometri in un contesto unico. In quel settore è prevista un’area di accoglienza e ristoro dedicata, rendendolo un punto di riferimento per il pubblico”.
Relativamente alla domenica, l’attenzione è rivolta al “Monte Livata”, che per l’edizione 2026 presenterà una configurazione modificata: “Il tratto domenicale terminerà al Colle, escludendo la consueta discesa finale. Nonostante il cambiamento, ritengo che la prova mantenga un forte appeal sportivo. Siamo pronti ad affrontare le sfide future, consapevole che il percorso evolverà ulteriormente nel tempo”.
di Peppe Marino
