Addio a Terry Harryman, il navigatore di Vatanen nell’epopea del Gruppo B
Harryman è scomparso a 87 anni
Il mondo dei rally saluta Terry Harryman, scomparso all’età di 87 anni. Il copilota nordirlandese, da tempo alle prese con il morbo di Parkinson, si è spento alla Beverly Lodge, la struttura nella quale era stato assistito negli ultimi mesi.
Sei vittorie nel Mondiale e nove podi raccontano soltanto una parte di una carriera attraversata da epoche profondamente differenti. Harryman ha infatti occupato il sedile di destra per quasi cinque decenni, leggendo le note ad alcuni dei piloti più rappresentativi del suo tempo: Paddy Hopkirk, Vic Elford, Malcolm Wilson, Jimmy McRae, Tony Pond, Michèle Mouton e soprattutto Ari Vatanen.
Proprio il sodalizio con il finlandese ha consegnato Harryman alla storia del WRC, accompagnandolo nel pieno dell’era Gruppo B e nelle stagioni della Peugeot 205 T16.
Dall’Irlanda fino al Mondiale
Nato rallisticamente sulle strade irlandesi, Harryman cominciò a costruire la propria reputazione già negli anni Sessanta. Nel 1962 vinse il Circuit of Munster, mentre successivamente conquistò per tre volte il Circuit of Ireland, in due occasioni insieme a Paddy Hopkirk sulla Austin Mini Cooper S. Nel suo palmarès entrarono anche tre successi al Donegal International Rally, due ottenuti con Cathal Curley e uno con Mark Lovell.
Il debutto nel Mondiale arrivò al RAC Rally del 1974, al fianco di Ronnie McCartney. Tra il 1980 e il 1981 lavorò invece con un giovane Malcolm Wilson, prima di iniziare il capitolo destinato a segnare maggiormente la sua carriera.
L’incontro con Vatanen portò Harryman stabilmente ai vertici. Dopo i primi risultati con la Ford Escort RS1800, la coppia passò all’Opel e nel Safari Rally 1983 conquistò una vittoria di grande peso con la Manta 400, riuscendo ad avere la meglio sulle Audi Quattro e sulle Nissan 240RS.
Alla stessa stagione appartiene anche uno degli episodi più conosciuti della loro collaborazione. Al Manx Rally, dopo un passaggio al limite tra due pali con la Opel Manta, Harryman interruppe per un istante la lettura delle note lasciandosi sfuggire il celebre «Dear God», prima di riprendere immediatamente il proprio lavoro. Quelle immagini sarebbero diventate negli anni uno dei filmati più riconoscibili del rallismo degli anni Ottanta.
Con Vatanen nell’era della Peugeot 205 T16
Fu però con l’arrivo alla Peugeot che Vatanen e Harryman entrarono definitivamente tra i protagonisti dell’epoca Gruppo B. Dopo un avvio non semplice con la 205 T16, nel 1984 chiusero la stagione con tre vittorie consecutive, imponendosi in Finlandia, al Sanremo e al RAC Rally.
Il 1985 iniziò ancora meglio. Al Rallye Monte-Carlo riuscirono a rimontare dopo una penalità di otto minuti, conquistando una delle vittorie più celebri della loro carriera. Poche settimane dopo arrivò un altro successo in Svezia e la coppia entrò pienamente nella corsa al Mondiale.
La stagione cambiò però volto in Argentina. Un violentissimo incidente con la 205 T16 costrinse entrambi a un lungo recupero. Harryman riportò fratture alla schiena, alla spalla, alle costole e a un ginocchio, riuscendo comunque a tornare alle competizioni già nel finale dell’anno.
Nel 1986 arrivò un altro capitolo importante, questa volta al fianco di Michèle Mouton. Sempre sulla Peugeot 205 T16, Harryman accompagnò la francese alla conquista del Campionato Tedesco, con sei vittorie durante la stagione.
L’ultimo podio mondiale ancora con Vatanen
La fine del Gruppo B non coincise con quella della sua carriera. Con l’introduzione delle Gruppo A, Harryman tornò a condividere l’abitacolo con Vatanen sulla Ford Sierra RS Cosworth ufficiale. In Finlandia i due terminarono secondi alle spalle di Markku Alén, conquistando quello che sarebbe rimasto l’ultimo podio WRC del copilota nordirlandese.
Con l’inizio degli anni Novanta le presenze nel Mondiale diminuirono, ma Harryman continuò a frequentare le competizioni. Affiancò anche il giovane Robbie Head sulla Renault Clio Williams ufficiale nel Campionato Britannico, passando successivamente alla gestione della squadra Renault Dealer Team.
La sua attività nel motorsport si sarebbe protratta ancora a lungo, arrivando fino all’esperienza alla Dakar su un Race Truck e al Rally Internazionale della Siria del 2003 con Mohammed Hamsho.
Quasi sessant’anni trascorsi tra abitacoli, note e assistenze, attraversando il rally dalle Mini Cooper fino alle vetture moderne. Una passione proseguita anche nella generazione successiva: il figlio Allan Harryman ha infatti seguito le orme del padre diventando a sua volta copilota.
Terry Harryman lascia soprattutto l’immagine di una delle grandi figure del sedile di destra in un’epoca nella quale il navigatore aveva un ruolo ancora più complesso e decisivo. Dalle strade d’Irlanda al Safari, dal Monte-Carlo alle velocissime prove finlandesi, il suo nome rimarrà indissolubilmente legato a quello di Ari Vatanen e agli anni più estremi del Gruppo B.
