Project Rally One guarda oltre il WRC: nel 2027 correrà anche nel campionato belga
Project Rally One a passo spedito verso il WRC e la stagione 2027
Non soltanto Mondiale. Project Rally One ha già individuato una seconda strada attraverso la quale sviluppare la sua nuova vettura WRC27: nel 2027 sarà al via anche nel Campionato Belga Rally, utilizzando le gare su asfalto come veri e propri test in condizioni competitive.
Il progetto privato guidato sul piano tecnico da Lionel Hansen, presentato pubblicamente nei giorni scorsi in Belgio, continua così ad aggiungere tasselli al programma che dovrebbe portarlo al debutto iridato al Rallye Monte-Carlo 2027. Prima, però, resta un passaggio fondamentale: ottenere l’omologazione FIA, programmata per il prossimo 1° novembre.
La vettura, che non ha ancora ricevuto una denominazione definitiva, aveva già completato circa 750 chilometri nei primi test. Il lavoro è proseguito e, secondo Hansen, il chilometraggio su asfalto è ormai vicino ai 1.000 chilometri senza inconvenienti tecnici.
Le gare al posto dei tradizionali test
La partecipazione al campionato belga risponde a una filosofia precisa. Project Rally One vuole evitare di concentrare tutto lo sviluppo sulle tradizionali sessioni private, nelle quali si percorre ripetutamente lo stesso tratto, preferendo quando possibile il confronto con condizioni e percorsi differenti.
«Disputeremo il campionato belga per sviluppare la macchina sull’asfalto», ha spiegato Hansen. Alcune prove del Belgio, secondo il responsabile tecnico, presentano caratteristiche utili anche in funzione di appuntamenti mondiali come la Croazia.
Ma il Belgian Rally Championship potrebbe essere soltanto l’inizio. L’intenzione è infatti quella di portare la vettura anche in altri campionati nazionali, sfruttando eventuali categorie aperte alle WRC27 anche senza necessariamente concorrere per i punti.
Hansen ha citato come esempio una possibile apertura nel Regno Unito o in Scozia: l’obiettivo sarebbe utilizzare il maggior numero possibile di rally per capire il reale livello della vettura, confrontandola in un ambiente competitivo anziché limitarsi ai riferimenti ottenuti durante i test.
Una strategia particolarmente interessante per una struttura indipendente che, almeno nelle dimensioni, non può contare sulle stesse risorse dei grandi costruttori.
Prima l’asfalto, poi la terra
Anche il programma di sviluppo segue una strada differente da quella abituale. Project Rally One ha pianificato inizialmente dieci giornate di test su asfalto, seguite da altre dieci sulla terra.
Generalmente un costruttore tende a iniziare proprio dallo sterrato, ambiente più severo e quindi utile per mettere rapidamente sotto pressione l’affidabilità della vettura. Per Project Rally One, però, la scelta è stata dettata anche dalla necessità di preservare mezzi e risorse.
«Se lavori per un costruttore puoi iniziare sulla terra e rompere tutto ogni giorno, perché hai una seconda o una terza macchina», ha osservato Hansen. Per una squadra più piccola il ragionamento è differente: costruire prima una base affidabile sull’asfalto permette di arrivare alla fase successiva con maggiori certezze.
I risultati iniziali sembrano aver confortato questa impostazione. Dopo quasi mille chilometri senza problemi tecnici, la squadra si prepara infatti a spostare il lavoro sullo sterrato. La configurazione gravel della vettura è già pronta.
Omologazione sempre più vicina
Parallelamente ai test procede il lavoro necessario per l’omologazione. Hansen stima che circa l’85% dei componenti sia già progettato e pronto per affrontare il processo FIA.
I contatti con la Federazione sono pressoché quotidiani e Project Rally One dovrà rispettare gli stessi tempi, obiettivi e requisiti previsti per gli altri soggetti impegnati nella costruzione delle nuove WRC27, compresa Toyota.
È proprio questa la sfida più significativa del progetto. Una struttura con appena 21 persone impegnate a tempo pienosta cercando di arrivare alla scadenza del 1° novembre seguendo lo stesso quadro regolamentare dei grandi costruttori.
Dopo i primi test con Bruno Thiry e Stéphane Lefebvre, il programma prevede anche il coinvolgimento di Teemu Suninen nella fase di sviluppo su terra. L’obiettivo dichiarato resta quello di schierare due vetture al Monte-Carlo 2027.
Adesso, però, emerge con maggiore chiarezza anche ciò che verrà dopo. Project Rally One non vuole costruire il proprio percorso esclusivamente attorno al WRC: i campionati nazionali diventeranno parte integrante dello sviluppo della vettura. Il Belgio sarà il primo banco di prova. E se arriveranno le condizioni regolamentari adatte, altri rally potrebbero presto aggiungersi al programma.
