Rally Colline Metallifere: il percorso con dieci speciali e 105 km
L’11° Rally delle Colline Metallifere-Pomarance, in programma sabato 24 e domenica 25 ottobre, chiude la stagione 2026 dell’IRC – International Rally Cup. La gara, organizzata da MaremmaCorse 2.0, prevede dieci speciali per 105,330 chilometri cronometrati su un percorso complessivo di 356,05.
Il tracciato torna sulle strade dell’Alta Val di Cecina, per generazioni banco di prova dei rallisti, e ripropone quattro nomi della memoria toscana: San Dalmazio, Sasso Pisano, Micciano e Montecatini Val di Cecina. Le amministrazioni comunali di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina e Monterotondo Marittimo sostengono la manifestazione, riconoscendole valore sportivo e capacità di promuovere il territorio.
L’offerta si allarga alle auto storiche, con il 6° Historic Rally Pomarance. Debutta inoltre il Classic Rally Pomarance, riservato alla nuova categoria delle auto classiche, costruite dal 1993 al 2000.
Il programma da giovedì 22 a domenica 25 ottobre
La gara entra nel vivo giovedì 22 con la consegna del road book e della documentazione sportiva per le ricognizioni. Venerdì 23 sono previsti i sopralluoghi sulle speciali, le verifiche sportive e tecniche ante gara e l’ingresso delle squadre nel parco assistenza.
Sabato 24, dopo le verifiche, si svolge lo shakedown sulla prima parte della speciale 2/4, per 3 chilometri. La sessione è divisa in due gruppi: il primo per gli iscritti IRC e le Rally2, il secondo per gli altri concorrenti del rally moderno e del rally storico. Alle 16 la prima vettura lascia Pomarance. Il pomeriggio prevede due passaggi sulla San Dalmazio, di 10,400 chilometri, e altrettanti sulla Sasso Pisano, di 11,200, poi l’ingresso nel parco chiuso notturno.
Domenica 25 si riparte con altre sei speciali: la Micciano, di 13,300 chilometri, e la Montecatini Val di Cecina, di 7,450, entrambe da affrontare tre volte. La prima vettura è attesa a Pomarance alle 16.30, seguita dalle premiazioni.
San Dalmazio e Sasso Pisano
La San Dalmazio è una speciale medio-veloce, in cui contano ritmo e precisione. È una strada storica del Rally Alta Val di Cecina, che in passato misurava circa 10,6 chilometri ed era usata anche come doppio impegno notturno. Alterna tratti veloci e settori guidati, con cambi di ritmo che obbligano a leggere di continuo fondo e curve. Premia precisione nell’inserimento, velocità di percorrenza, frenate pulite, trazione in uscita dalle curve lente e capacità di interpretare le variazioni.
La Sasso Pisano appartiene alla stessa storia ed è più lunga dei 6,750 chilometri del 2025. Parte nei pressi di Monterotondo, con carreggiata di larghezza normale, fondo a tratti mosso e una successione di curve varia. Il primo tratto ha curve lente in falsopiano, caratteristica della speciale, mentre il celebre bivio a sinistra in discesa va gustato dentro l’auto e dal bordo strada. Non basta essere veloci: serve pulizia, perché la sequenza concede pochi errori. Pesano il comportamento della vettura nei trasferimenti di carico e le ripartenze dai tornanti.
Micciano e Montecatini Val di Cecina
La Micciano è la più lunga e tra le più selettive: arriva a 13,300 chilometri, contro i 10 dell’anno scorso. Parte non lontano da Pomarance, in leggera discesa medio-veloce, con alcuni tornanti “da leva”. Segue il nucleo storico, una sequenza di dodici tornanti che richiedono frenata, rotazione, freno a mano e trazione in uscita, e poi un tratto più veloce. Dopo il cimitero di Micciano cambia ritmo: un tratto veloce in discesa, sconnesso, mette alla prova la stabilità della vettura. Pneumatici, freni e concentrazione contano più che nelle speciali corte.
La Montecatini Val di Cecina è la più breve, ma non la meno impegnativa. Parte con un tratto tecnico e medio-veloce, su carreggiata di media larghezza e fondo generalmente buono. Dopo una parte più veloce arrivano ampi tornanti in salita, e a metà speciale altri tornanti larghi da affrontare con velocità e trazione. Al punto d’arrivo del 2025 si gira a sinistra, poco dopo c’è un’inversione a destra e si entra in un tratto inedito, più stretto e sconnesso.
Pochi chilometri in cui servono frenata, rotazione, trazione e velocità di percorrenza, senza perdere decimi nei cambi di ritmo. Con tre passaggi domenica può pesare sulla classifica finale. Trattandosi dell’ultima gara dell’IRC, ogni secondo potrà incidere sull’esito della serie.
di Peppe Marino
Foto Pro One Media
