WRC 2027, Boullier: «Roma offre una grande opportunità per il futuro del Mondiale»

Pubblicato il 08 Ottobre 2026 - 14:29

Rally d’Italia a Roma, le parole del Promoter

L’ingresso del Rally di Roma Capitale nel Campionato del Mondo Rally non rappresenta soltanto un cambiamento nella sede dell’appuntamento italiano, ma anche uno dei passaggi centrali nella strategia di sviluppo del WRC. A sottolinearlo è Éric Boullier, amministratore delegato di WRC Promoter, che ha commentato la presentazione del calendario 2027, composto da 15 appuntamenti distribuiti su cinque continenti.

Il dirigente francese ha inserito il debutto romano tra le principali novità della prossima stagione, accanto al ritorno degli Stati Uniti e del Regno Unito. Tre appuntamenti che, nelle intenzioni del Promoter, dovranno contribuire ad ampliare il pubblico del Mondiale e a creare nuove opportunità per costruttori e partner commerciali.

«Il 2027 rappresenta l’inizio di un nuovo ed entusiasmante capitolo per il Campionato del Mondo Rally e questo calendario riflette la nostra ambizione di costruire un campionato più forte, più accessibile e realmente globale», ha dichiarato Boullier.

Roma tra le destinazioni strategiche del WRC

Nelle parole del CEO di WRC Promoter, il debutto del Rally di Roma Capitale assume un significato che va oltre l’aspetto strettamente sportivo: «Il ritorno negli Stati Uniti e nel Regno Unito, insieme all’arrivo del WRC in una destinazione iconica come Roma, crea enormi opportunità per i nostri costruttori, i partner commerciali e gli appassionati».

La Capitale italiana viene dunque individuata come una delle sedi capaci di rafforzare l’attrattiva internazionale del campionato. Il Rally d’Italia, in programma dall’8 all’11 luglio, raccoglierà l’eredità del Rally Italia Sardegna, portando il Mondiale dagli sterrati dell’isola agli asfalti del Lazio.

Una scelta che valorizza il percorso compiuto dal Rally di Roma Capitale nel Campionato Europeo, dove la manifestazione si è progressivamente affermata tra gli appuntamenti di riferimento della serie.

Nella presentazione ufficiale del calendario, il WRC ha evidenziato proprio questa continuità, sottolineando come l’esperienza maturata nell’ERC costituisca la base per il passaggio alla massima categoria. Le prove speciali sulle strade laziali saranno affiancate dalla cornice storica di Roma, elemento sul quale il Promoter intende puntare per ampliare la visibilità dell’evento.

Il nuovo calendario accompagna la rivoluzione tecnica

Il debutto romano coinciderà con una stagione particolarmente importante per il futuro del Mondiale. Nel 2027 entreranno infatti in vigore i nuovi regolamenti tecnici WRC27, concepiti per contenere i costi, favorire la partecipazione e aprire il campionato anche a costruttori indipendenti.

Un cambiamento che Boullier considera strettamente collegato alla nuova struttura del calendario: «Insieme all’introduzione dei nuovi regolamenti tecnici, abbiamo un’opportunità unica per plasmare il futuro del WRC, attirare nuovi investimenti e portare l’emozione dei rally a un pubblico sempre più ampio in tutto il mondo».

L’obiettivo è quindi intervenire contemporaneamente su due aspetti: da una parte rendere più accessibile la categoria principale dal punto di vista tecnico ed economico, dall’altra rafforzare il valore degli appuntamenti attraverso nuove destinazioni e una maggiore attenzione all’esperienza degli spettatori.

In quest’ottica si inseriscono anche il Rally US, previsto dal 26 al 29 agosto, che riporterà il Mondiale negli Stati Uniti dopo il 1988, e il Rally Scotland, dal 30 settembre al 3 ottobre, con il ritorno della serie nel Regno Unito dopo l’ultima presenza del 2019.

Vial: «Vogliamo eventi capaci di coinvolgere il pubblico»

Sulla stessa linea si è espresso Julien Vial, direttore operativo di WRC Promoter, che ha ribadito la volontà di sviluppare un campionato capace di mantenere le proprie caratteristiche sportive, migliorando al tempo stesso la qualità degli eventi.

«La nostra visione è costruire un campionato che unisca le sfide sportive uniche dei rally a eventi di livello mondiale, capaci di coinvolgere il pubblico in tutto il mondo», ha dichiarato Vial.

«Questo calendario riflette tale ambizione, con una combinazione diversificata di gare, superfici e destinazioni distribuite su cinque continenti. Lavorando a stretto contatto con organizzatori e partner, vogliamo continuare a elevare gli standard dei nostri eventi e offrire un’esperienza eccezionale ad appassionati, concorrenti e stakeholder».

Anche il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha sottolineato il valore dell’ingresso italiano, evidenziando come i nuovi appuntamenti nel Regno Unito e in Italia rafforzino la presenza del Mondiale in Paesi dalla consolidata tradizione rallistica.

Per il Rally di Roma Capitale si apre dunque una fase completamente nuova. L’approdo nel WRC arriva al termine di un lungo percorso nell’Europeo e, soprattutto, in un momento nel quale il Promoter intende ripensare il campionato sotto il profilo tecnico, commerciale e organizzativo.

Roma non sarà soltanto la nuova sede della prova italiana, ma una delle destinazioni sulle quali il WRC punta per costruire la propria crescita internazionale. Un ruolo che emerge chiaramente dalle dichiarazioni di Boullier e che accompagnerà il debutto iridato della manifestazione nel luglio 2027.

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