US Rally: la lunga attesa di 39 anni
US Rally, il Mondiale tornerà negli Stati Uniti
39 anni separano due epoche del Campionato del Mondo Rally. Quando il WRC lasciò gli Stati Uniti, nel giugno del 1988, le Gruppo A avevano da poco raccolto l’eredità delle Gruppo B, la Lancia Delta Integrale dominava la scena internazionale e Miki Biasion si avviava verso la conquista del suo primo titolo iridato. Nel 2027, il Mondiale ritroverà finalmente le strade americane, questa volta con una generazione di vetture completamente nuova e un appuntamento che rappresenta uno dei tasselli più importanti del progetto di espansione della serie.
L’ufficialità è arrivata con l’approvazione del calendario 2027 da parte del Consiglio Mondiale FIA: il Rally US si disputerà dal 26 al 29 agosto, 11° delle 15 gare previste. Sarà una competizione su sterrato, con base nell’area di Knoxville, in Tennessee, e prove speciali distribuite tra lo stesso Stato e il vicino Kentucky. Una destinazione completamente differente rispetto a quella dell’ultima apparizione americana, ma accomunata dalla presenza di strade sterrate sulle quali il WRC cercherà di costruire un nuovo capitolo della propria storia.
L’Olympus Rally, tre anni nel Mondiale
Per ritrovare l’ultima gara iridata disputata negli Stati Uniti bisogna tornare al 23-26 giugno 1988, quando si corse la 23° edizione dell’Olympus Rally, nello Stato di Washington, sulla costa nord-occidentale del Paese. La manifestazione aveva già una lunga tradizione nazionale prima di ottenere la promozione nel calendario mondiale. Dopo una valutazione da parte della FIA nel 1985, l’Olympus entrò ufficialmente nel WRC nel 1986, rimanendovi per tre stagioni consecutive.
Il debutto coincise con l’ultimo anno delle leggendarie Gruppo B. A imporsi fu Markku Alén, affiancato da Ilkka Kivimäki sulla Lancia Delta S4, in una delle ultime affermazioni mondiali della vettura italiana. Nel 1987, con il passaggio alle Gruppo A, il successo andò a Juha Kankkunen sulla Lancia Delta HF 4WD, mentre l’anno successivo arrivò la vittoria di Biasion.
Tre edizioni e tre successi Lancia, a testimonianza del dominio della Casa torinese in un periodo nel quale il marchio italiano rappresentava il riferimento tecnico e sportivo del Mondiale. L’Olympus proponeva caratteristiche particolari. Le prove attraversavano le foreste dello Stato di Washington, su strade che potevano cambiare profondamente in funzione delle condizioni meteorologiche. Sul bagnato il fondo diventava scivoloso e insidioso, mentre con il terreno asciutto emergevano tratti più veloci e abrasivi, capaci di mettere a dura prova gli pneumatici.
Una combinazione che rendeva la gara interessante dal punto di vista tecnico, ma che non bastò a garantirle una presenza stabile nel calendario.

Il 1988 e l’ultima vittoria di Biasion
L’ultima edizione mondiale dell’Olympus Rally rimane legata soprattutto al nome di Miki Biasion, che insieme a Tiziano Siviero portò la Lancia Delta HF Integrale al successo.
Il pilota veneto precedette di oltre cinque minuti Alex Fiorio, anche lui al volante di una Lancia, mentre il terzo posto andò all’americano John Buffum, con un’Audi Coupé quattro.
Per Biasion fu la quarta vittoria stagionale, un risultato importante nella cavalcata che lo avrebbe condotto al titolo mondiale 1988. Per Fiorio, invece, un altro piazzamento di prestigio in una stagione nella quale la Lancia continuava a esercitare un netto predominio sulla concorrenza.
L’edizione del 1988 era ancora molto lontana dagli standard dei rally moderni. Il percorso comprendeva 38 prove speciali, per circa 560 chilometri cronometrati, con trasferimenti e giornate di gara particolarmente lunghi.
Il quartier generale era nell’area di Tacoma, a sud di Seattle, e l’organizzazione doveva affrontare difficoltà logistiche considerevoli, legate anche alla vastità del territorio e alla distribuzione delle prove nelle foreste del Pacific Northwest.
Nonostante l’apprezzamento dei protagonisti per le caratteristiche del percorso, l’Olympus uscì dal calendario dopo quella stagione. La difficoltà di consolidare l’interesse del pubblico e il peso dell’organizzazione contribuirono a interrompere l’esperienza mondiale americana.
Da allora, il rally è rimasto presente nell’attività nazionale statunitense, ma nessun appuntamento a stelle e strisce è più riuscito a entrare nel WRC.
Un ritorno inseguito per oltre un decennio
Riportare il Mondiale negli Stati Uniti è stato uno degli obiettivi più volte dichiarati dal Promoter negli ultimi anni. Un progetto tutt’altro che semplice, soprattutto per la necessità di individuare una sede adeguata, costruire una struttura organizzativa all’altezza degli standard FIA e rendere sostenibile una trasferta intercontinentale per squadre e costruttori.
L’interesse per un nuovo appuntamento americano si è intensificato a partire dal 2022, quando tornarono a circolare ipotesi concrete su un possibile ingresso nel calendario. Tra le località prese in considerazione figurava anche Chattanooga, in Tennessee, mentre nel 2024 venne delineato un percorso di avvicinamento che avrebbe dovuto condurre al debutto nel 2026.
La scelta di posticipare ulteriormente l’appuntamento al 2027 è stata motivata dalla volontà di consolidare il progetto prima dell’esordio mondiale. Un ruolo importante è stato svolto dall’Automobile Competition Committee of the United States (ACCUS), l’autorità sportiva nazionale riconosciuta dalla FIA, insieme al Promoter e agli organizzatori locali.
Il passaggio decisivo è arrivato nel giugno 2026, con un evento candidato finalizzato alla valutazione delle infrastrutture, delle prove speciali e dei dispositivi di sicurezza. Non una gara mondiale anticipata, dunque, ma una serie di verifiche necessarie per ottenere l’approvazione definitiva.
Knoxville, Tennessee e Kentucky: ecco il nuovo Rally US
Il Rally US del 2027 nascerà nel sud-est degli Stati Uniti, con un percorso completamente diverso rispetto alle foreste dello Stato di Washington che ospitavano l’Olympus.
Il centro operativo sarà nell’area di Knoxville, in Tennessee, mentre le prove speciali interesseranno anche il Kentucky. Durante le ricognizioni effettuate a giugno, la delegazione FIA e WRC Promoter ha esaminato strade caratterizzate da fondi e conformazioni differenti: dai tratti sterrati più scorrevoli e veloci alle sezioni tortuose su fondo roccioso, che richiederanno maggiore precisione nella guida.
Tra le strutture valutate figura il World’s Fair Park di Knoxville, individuato come possibile sede del parco assistenza. È stata inoltre presa in considerazione Nashville per una cerimonia di partenza capace di offrire un’importante vetrina promozionale alla manifestazione. Si tratta, tuttavia, di soluzioni esaminate durante la fase preparatoria: il programma dettagliato, le sedi definitive e il chilometraggio delle prove dovranno essere confermati dagli organizzatori.
Il progetto vede coinvolti il promotore locale Matt Crews, la società Podium Event Partners, ACCUS e WRC Promoter, con il coordinamento del responsabile del progetto americano Marc de Jong.
Dal punto di vista sportivo, l’intenzione è mantenere la struttura tradizionale di un rally mondiale, con shakedown il giovedì e prove speciali distribuite nel fine settimana. Parallelamente, si sta lavorando a una presentazione dell’evento che possa coinvolgere anche un pubblico meno abituato alla disciplina.
Un mercato importante, anche per Ford
Il ritorno negli Stati Uniti risponde a un obiettivo che va oltre la semplice estensione geografica del calendario. Il mercato americano rappresenta infatti un’opportunità significativa per la visibilità internazionale del WRC, soprattutto nei confronti dei costruttori automobilistici e dei potenziali partner commerciali.
La presenza di una gara negli USA assume un interesse particolare anche alla luce del ritorno ufficiale di Ford nel Mondiale, previsto dal 2028. Il costruttore americano ha annunciato un programma destinato a svilupparsi attraverso i nuovi regolamenti tecnici, e la disponibilità di un appuntamento iridato nel mercato domestico costituisce un elemento favorevole per la promozione del progetto.
Non è un caso che Malcolm Wilson, vicepresidente FIA per lo Sport, abbia indicato proprio la prospettiva americana tra i fattori che possono aver contribuito all’impegno della Casa dell’Ovale Blu.
Anche Julien Vial, direttore operativo di WRC Promoter, ha sottolineato il valore strategico dell’operazione, spiegando come gli Stati Uniti rappresentino un mercato importante sia per il motorsport sia per l’industria automobilistica. L’obiettivo dichiarato è costruire un evento di alto livello, senza sacrificare le caratteristiche sportive che distinguono i rally dalle altre competizioni motoristiche.
