Toyota pensa in grande: sei vetture e due squadre per il WRC 2027?
Jari-Matti Latvala apre alla possibilità di ampliare ulteriormente l’impegno di Toyota nel Mondiale
Sei vetture, due squadre e un organico che potrebbe riunire alcuni dei principali protagonisti del rallismo mondiale. La Toyota guarda al 2027 con ambizioni che sembrano andare oltre il semplice sviluppo della nuova vettura destinata a inaugurare il prossimo ciclo regolamentare. A delineare uno scenario fino a poche settimane fa difficilmente immaginabile è stato Jari-Matti Latvala, che ha confermato come la Casa giapponese stia valutando la possibilità di ampliare ulteriormente la propria presenza nel Campionato del Mondo Rally.
L’ipotesi prevede la suddivisione dell’attività in due formazioni, con un organico complessivo di cinque o sei piloti, una soluzione che permetterebbe di gestire programmi sportivi differenti all’interno della stessa organizzazione. Non si tratta ancora di un piano approvato, ma di una possibilità concreta sulla quale Toyota sta ragionando mentre si avvicina il debutto delle nuove WRC27.
Il quadro è reso particolarmente interessante dalle trasformazioni che attendono il campionato. Il nuovo regolamento, costruito attorno a una significativa riduzione dei costi, dovrebbe favorire una maggiore accessibilità alla classe regina, aprendo la strada anche a preparatori indipendenti e a strutture private. Toyota, dal canto suo, ha scelto di investire nello sviluppo di una vettura completamente nuova, confermando la volontà di mantenere un ruolo centrale nella categoria.
Due squadre, ma non attraverso Printsport
L’idea di articolare l’impegno Toyota su due formazioni non nasce dal nulla. Già nelle ultime stagioni la Casa giapponese ha adottato una struttura che distingue la squadra principale da quella nella quale è stato inserito Sami Pajari, pur mantenendo una gestione tecnica comune.
Latvala ha spiegato che questa organizzazione potrebbe essere ulteriormente sviluppata, arrivando a comprendere cinque o sei piloti suddivisi tra due gruppi all’interno della medesima struttura sportiva.
Un chiarimento importante riguarda però Printsport Racing, la squadra finlandese acquisita dal team principal attraverso la propria società. Secondo alcune indiscrezioni, la struttura avrebbe potuto assumere la gestione della seconda formazione Toyota, ma Latvala ha escluso questa possibilità, precisando che Printsport continuerà a concentrarsi soprattutto sui programmi Rally2 e sulla crescita dei giovani piloti.
Resta quindi da capire quale configurazione potrebbe assumere l’eventuale ampliamento. Due squadre formalmente distinte, una differente distribuzione delle vetture tra i campionati oppure programmi parziali affidati ad alcuni equipaggi sono soluzioni che Toyota potrà valutare nei prossimi mesi.
Anche il numero delle vetture non è stato ancora definito ufficialmente. Le sei unità rappresentano, al momento, un’ipotesi di lavoro e non un impegno già annunciato per l’intera stagione.
Il nuovo regolamento cambia le prospettive
La possibilità di schierare un numero maggiore di vetture va letta anche alla luce della rivoluzione tecnica prevista per il 2027.
Le nuove WRC27 nasceranno attorno a un regolamento che punta a contenere i costi di progettazione, costruzione e gestione, riducendo le barriere economiche che negli ultimi anni hanno limitato la partecipazione dei costruttori alla classe regina.
Toyota ha già avviato il programma di sviluppo della propria vettura, destinata a sostituire la GR Yaris Rally1. Parallelamente, il nuovo quadro regolamentare consentirà anche l’utilizzo di soluzioni derivate dalle Rally2, attraverso specifici kit tecnici pensati per avvicinarne le prestazioni a quelle delle vetture progettate secondo le nuove norme.
In questo contesto, un organico più numeroso potrebbe offrire vantaggi non soltanto sportivi, ma anche tecnici. La prima stagione di un regolamento completamente nuovo richiederà infatti un intenso lavoro di sviluppo, con la necessità di raccogliere informazioni su fondi differenti e in condizioni di gara molto diverse tra loro.
Disporre di più equipaggi significherebbe ampliare la quantità di dati raccolti, accelerando il processo di evoluzione della vettura e permettendo alla squadra di confrontare differenti soluzioni.
Un vantaggio potenzialmente significativo, soprattutto nella fase iniziale del nuovo ciclo tecnico.
Rovanperä e Tänak, i nomi che agitano il mercato
L’eventuale ampliamento dell’organico Toyota si intreccia inevitabilmente con il mercato piloti, che si annuncia particolarmente complesso.
La Casa giapponese può già contare su Elfyn Evans, Oliver Solberg, Sami Pajari e Takamoto Katsuta, quattro piloti attorno ai quali potrebbe costruire la propria presenza nel 2027.
A questi si aggiunge la posizione di Sébastien Ogier, che ha manifestato l’intenzione di ridurre ulteriormente il proprio impegno nel Mondiale. Il nove volte campione del mondo ha escluso la partecipazione al prossimo Rallye Monte-Carlo, lasciando aperta la possibilità di affrontare soltanto alcuni appuntamenti nel corso della stagione.
Il suo eventuale programma parziale consentirebbe a Toyota di distribuire diversamente le vetture, senza necessariamente rinunciare all’esperienza del francese.
Ma le indiscrezioni più interessanti riguardano soprattutto Kalle Rovanperä e Ott Tänak.
Il due volte campione del mondo finlandese, dopo essersi allontanato dal programma WRC a tempo pieno, viene nuovamente accostato alla squadra con la quale ha conquistato i suoi titoli iridati. Latvala non ha nascosto che un suo ritorno rappresenterebbe una prospettiva gradita, pur precisando che la definizione dei programmi dipenderà anche dal calendario e dagli ultimi dettagli regolamentari.
Diversa la situazione di Tänak, che ha già avuto occasione di partecipare ai collaudi della nuova Toyota. Un coinvolgimento che ha alimentato le voci su un possibile accordo per il 2027, senza che questo si sia ancora tradotto in un annuncio ufficiale.
La presenza di due ex campioni del mondo tra i possibili candidati renderebbe particolarmente articolata la composizione degli equipaggi, soprattutto qualora Toyota decidesse di mantenere anche l’attuale gruppo di piloti.
E se ci fosse spazio anche per Neuville?
Tra i nomi che potrebbero inserirsi in questo scenario figura anche Thierry Neuville, il cui futuro rimane uno degli interrogativi principali del mercato.
Dopo 13 stagioni con Hyundai, il campione del mondo 2024 si trova davanti a una situazione inedita. La Casa coreana non ha ancora annunciato un progetto WRC27 e sembra orientata, almeno nell’immediato, a concentrare il proprio lavoro sull’evoluzione della i20 N Rally2.
Per il belga le possibilità comprendono un anno di transizione, un eventuale programma con una struttura semi-ufficiale Hyundai oppure il passaggio a un altro costruttore.
Proprio Toyota è stata accostata al suo nome attraverso alcune indiscrezioni. E l’ipotesi delle sei vetture potrebbe teoricamente creare uno spazio aggiuntivo, rendendo meno complicato l’inserimento di un pilota con la sua esperienza.
Neuville porterebbe in dote un titolo mondiale, una lunga conoscenza delle vetture della classe regina e una notevole esperienza nello sviluppo tecnico. Caratteristiche che potrebbero risultare utili in una fase di cambiamento regolamentare.
Le decisioni attese nelle prossime settimane
Nonostante le numerose ipotesi, Toyota non sembra intenzionata ad affrettare gli annunci.
Latvala ha indicato novembre come possibile periodo nel quale chiarire la composizione degli equipaggi, sottolineando come alcune decisioni siano ancora condizionate dalla definizione degli ultimi aspetti regolamentari e organizzativi.
La presenza di più piloti rispetto alle vetture disponibili, l’eventuale ritorno di Rovanperä, il coinvolgimento di Tänak e il programma ridotto di Ogier sono elementi che dovranno trovare una soluzione complessiva.
Non è inoltre escluso che Toyota scelga di differenziare i programmi, affidando ad alcuni equipaggi un’intera stagione e ad altri soltanto un numero selezionato di appuntamenti.
L’ipotesi di due formazioni potrebbe facilitare questa distribuzione, ma molto dipenderà dalle risorse disponibili e dalle priorità sportive stabilite dalla Casa.
