Neuville, quale futuro? Tre scenari per il 2027 tra pausa, Toyota e Hyundai Rally2
Neuville, gli scenari per il futuro
La vittoria nella Power Stage del Rally Italia Sardegna ha rappresentato uno degli ultimi lampi di una stagione complicata per Thierry Neuville. Un risultato che ha ricordato le qualità del campione del mondo 2024, ma che non è bastato a cancellare le difficoltà attraversate da Hyundai nel corso del campionato. E soprattutto non ha dato una risposta alla domanda che accompagna ormai da settimane il futuro del belga: che cosa farà nel 2027?
Dopo 13 stagioni consecutive con la Casa coreana, Neuville si trova davanti a una situazione profondamente diversa rispetto al passato. Il Mondiale si prepara ad affrontare una rivoluzione regolamentare, con l’introduzione delle nuove vetture WRC27 e un ridimensionamento dei costi destinato a modificare gli equilibri tecnici e sportivi della categoria.
Toyota ha già intrapreso lo sviluppo di una vettura conforme al nuovo regolamento, mentre Hyundai ha scelto, almeno per il momento, di non impegnarsi direttamente nella realizzazione di una nuova Rally1. La strategia del costruttore coreano sembra invece orientata verso la i20 N Rally2, destinata a ricevere un importante pacchetto di aggiornamenti in vista della prossima stagione.
In questo scenario, il futuro di Neuville rimane aperto. Le possibilità sono sostanzialmente tre: un anno di transizione lontano da un programma mondiale completo, un clamoroso passaggio a Toyota oppure un impegno con una Hyundai Rally2 gestita da una struttura semi-ufficiale.
Tre strade differenti, alcune delle quali alimentate da indiscrezioni ancora prive di conferme ufficiali, che potrebbero segnare una svolta nella carriera del pilota belga.

Primo scenario: un anno di pausa, aspettando il 2028
La prima possibilità è quella di un 2027 senza un programma completo nel Mondiale, seguendo una strada simile a quella intrapresa da Ott Tänak.
A suggerire questa prospettiva è stato lo stesso Neuville al termine della Power Stage del Rally Italia Sardegna, quando ha lasciato intendere di aver bisogno di rallentare dopo una stagione particolarmente impegnativa.
Non necessariamente un addio alle competizioni, dunque, ma la possibilità di concedersi un periodo di transizione, riducendo gli impegni e valutando con maggiore calma le opportunità offerte dal nuovo regolamento.
Una scelta che avrebbe una logica anche dal punto di vista sportivo. Il 2027 rappresenterà infatti il primo anno di una nuova generazione di vetture, con costruttori e preparatori chiamati a verificare sul campo l’efficacia delle soluzioni tecniche sviluppate nei mesi precedenti.
Le differenze prestazionali tra i vari progetti, l’evoluzione della Balance of Performance e l’effettiva competitività delle nuove vetture saranno elementi che potranno essere valutati soltanto dopo le prime gare.
Per Neuville, attendere il 2028 potrebbe significare tornare in un Mondiale dagli equilibri più definiti, con maggiori certezze sulle intenzioni dei costruttori e sulle possibilità di competere nuovamente per il titolo.
Un anno di pausa non escluderebbe necessariamente qualche partecipazione occasionale, attività di collaudo o un coinvolgimento nello sviluppo di una vettura (magari con Ford?). Consentirebbe però al belga di alleggerire sensibilmente un calendario che lo ha visto impegnato ai massimi livelli per oltre un decennio.
Rimarrebbe naturalmente il rischio di perdere continuità agonistica, soprattutto in una fase nella quale Neuville ha ancora dimostrato di possedere la velocità necessaria per competere con i migliori.
La possibilità di rientrare nel 2028 dipenderebbe inoltre dalla disponibilità di un progetto competitivo, un aspetto tutt’altro che scontato considerando le trasformazioni in corso nel Mondiale.

Secondo scenario: Toyota, sei vetture e una porta che potrebbe aprirsi
Tra le indiscrezioni più interessanti emerse nelle ultime settimane figura quella di un possibile contatto tra Neuville e Toyota in vista del 2027.
Un’ipotesi che, se dovesse trovare conferma, rappresenterebbe uno dei trasferimenti più sorprendenti degli ultimi anni. Il belga è infatti legato a Hyundai dal 2014, ne è diventato il principale riferimento sportivo e ha conquistato con la Casa coreana il titolo mondiale inseguito per gran parte della carriera.
Interrompere questo rapporto per passare alla concorrenza significherebbe aprire un capitolo completamente nuovo. Ma la prospettiva assume un interesse particolare alla luce delle recenti dichiarazioni di Jari-Matti Latvala, responsabile di Toyota Gazoo Racing.
Il finlandese ha infatti confermato che Toyota sta valutando la possibilità di schierare fino a sei vetture nel Mondiale 2027, suddivise in due squadre differenti, ciascuna composta da tre equipaggi.
Una soluzione che permetterebbe alla Casa giapponese di ampliare sensibilmente la propria presenza nel campionato, sfruttando anche le opportunità offerte dal nuovo regolamento tecnico.
Latvala ha spiegato che l’ipotesi di creare due formazioni separate è stata presa in considerazione, pur precisando che non è ancora stata assunta una decisione definitiva.
Il responsabile Toyota ha inoltre chiarito che l’eventuale seconda squadra non nascerebbe attraverso Printsport, la struttura da lui acquisita e destinata a proseguire principalmente l’attività con i clienti e i giovani piloti.
Le parole di Latvala introducono un elemento nuovo nel mercato piloti. Se Toyota dovesse effettivamente arrivare a sei vetture, aumenterebbero anche le possibilità di trovare spazio per un equipaggio aggiuntivo, soprattutto nel caso in cui alcuni protagonisti scegliessero di affrontare soltanto una parte della stagione.
Ed è proprio in questo contesto che il nome di Neuville potrebbe assumere maggiore consistenza.
Il campione del mondo 2024 porterebbe in dote una notevole esperienza tecnica, maturata attraverso differenti generazioni di vetture, e una conoscenza approfondita delle dinamiche del Mondiale. Un contributo che potrebbe risultare prezioso anche nello sviluppo della nuova Toyota WRC27.
Naturalmente, la disponibilità di sei macchine non garantirebbe automaticamente un posto al belga.
Toyota dispone già di un gruppo di piloti consolidato, con Elfyn Evans, Oliver Solberg, Sami Pajari e Takamoto Katsuta, mentre rimangono da definire i programmi di Sébastien Ogier, intenzionato a ridurre ulteriormente il proprio impegno.
Sullo sfondo restano anche i nomi di Kalle Rovanperä e Ott Tänak, entrambi accostati al futuro della squadra giapponese. In particolare, Tänak ha già avuto modo di provare la nuova vettura, un elemento che alimenta ulteriori interrogativi sulla composizione degli equipaggi.
La prospettiva di una seconda formazione Toyota potrebbe dunque ampliare le combinazioni possibili, ma il quadro rimane ancora in evoluzione.
Terzo scenario: con BRC e la nuova Hyundai i20 N Rally2
La terza possibilità è quella di un programma con la Hyundai i20 N Rally2, affidato a una struttura esterna ma sostenuto tecnicamente dalla Casa coreana.
Tra le indiscrezioni circolate figura il nome di BRC Racing Team, squadra italiana che vanta una collaborazione consolidata con Hyundai Motorsport e una significativa esperienza nella gestione di programmi sportivi legati al marchio.
La struttura ha già lavorato con Hyundai nelle competizioni turismo e nei rally, contribuendo anche ai risultati ottenuti dalla i20 N Rally2 nel Campionato Europeo.
Un eventuale accordo con BRC consentirebbe a Hyundai di mantenere una presenza nelle competizioni internazionali attraverso una formazione semi-ufficiale, riducendo l’impegno diretto rispetto al programma Rally1 degli ultimi anni.
Per Neuville potrebbe rappresentare un compromesso interessante: continuare a correre con Hyundai, partecipare a un programma selezionato e contribuire allo sviluppo della Rally2, senza necessariamente affrontare un’intera stagione mondiale.
L’elemento tecnico avrebbe un ruolo centrale.
Hyundai Motorsport sta infatti portando avanti il lavoro su una profonda evoluzione della i20 N Rally2, destinata a debuttare nel 2027 con aggiornamenti finalizzati a migliorarne la competitività.
La vettura attuale ha mostrato negli ultimi anni buone prestazioni in determinate condizioni, ma ha spesso faticato a mantenere il passo delle migliori rivali, in particolare Škoda e Toyota, su tutte le tipologie di fondo.
Il programma di sviluppo punta a ridurre queste differenze, intervenendo sul comportamento generale della vettura e sulla capacità di adattarsi alle differenti caratteristiche delle prove speciali.
L’obiettivo è disporre di una Rally2 maggiormente competitiva, sia per gli equipaggi impegnati nei campionati internazionali sia per le squadre clienti.
In questo contesto, il contributo di un pilota dell’esperienza di Neuville potrebbe assumere un valore particolare. Il belga conosce profondamente le caratteristiche delle vetture Hyundai e potrebbe offrire indicazioni importanti nella fase di collaudo e sviluppo.
Rimane tuttavia da capire quale sarebbe il programma sportivo.
Un impegno nel WRC2, alcune partecipazioni selezionate nel Mondiale oppure un calendario costruito tra competizioni internazionali e appuntamenti nazionali rappresentano possibilità differenti, tutte da valutare alla luce delle decisioni della Casa coreana.
C’è inoltre la questione del nuovo regolamento WRC27, che prevede la possibilità di realizzare vetture della classe regina partendo da una piattaforma Rally2 attraverso appositi kit.
Hyundai non ha ancora confermato un progetto di questo tipo. L’aggiornamento della i20 N Rally2, pertanto, non deve essere automaticamente interpretato come la preparazione di una vettura destinata a competere nella categoria principale.
Hyundai, il vero elemento decisivo
Le tre ipotesi raccontano possibilità molto differenti, ma sono tutte legate a una questione centrale: quale sarà il futuro di Hyundai nel Mondiale Rally?
La Casa coreana ha chiuso il ciclo delle Rally1 senza annunciare un programma equivalente per il 2027. Una scelta che lascia aperti numerosi interrogativi, soprattutto considerando gli investimenti effettuati negli ultimi tredici anni e il ruolo avuto dal marchio nella crescita del campionato.
Il passaggio alla categoria Rally2 permetterebbe di mantenere una presenza sportiva, ma con obiettivi e modalità differenti.
Per Neuville, abituato a competere per le vittorie assolute, si tratterebbe di un cambiamento significativo.
Il belga ha vissuto con Hyundai gran parte della propria carriera mondiale, attraversando stagioni difficili, occasioni mancate e il trionfo del 2024. Un percorso che rende comprensibile la volontà di valutare attentamente ogni possibilità prima di assumere una decisione definitiva.
La stagione appena conclusa ha inoltre evidenziato le difficoltà tecniche attraversate dalla squadra. Nonostante alcune prestazioni di rilievo, Hyundai non è riuscita a mantenere con continuità il passo di Toyota.
Lo stesso Neuville, in Sardegna, ha alternato tempi di assoluto riferimento a episodi che hanno compromesso il risultato finale, chiudendo comunque il campionato con il successo nella Power Stage.
Un epilogo che ha confermato come il problema non sia necessariamente legato alla competitività del pilota, quanto piuttosto alla possibilità di disporre di un progetto capace di sostenerne le ambizioni.
