Dakar, Al-Attiyah torna leader: Ford rallenta, Sainz perde terreno
La Dakar cambia ancora volto dopo la seconda parte della tappa maratona disputata in Arabia Saudita. I 420 chilometri del percorso di mercoledì hanno inciso in modo significativo sulla classifica generale, mettendo alla prova equipaggi e mezzi in una giornata segnata da distacchi importanti e continui ribaltamenti di posizione.
La prova speciale ha visto il successo del francese Mathieu Serradori, capace di portare la sua Century al traguardo con oltre sei minuti di vantaggio. Alle sue spalle si è inserito il pilota Dacia Nasser Al-Attiyah, seguito dal compagno di squadra Sébastien Loeb, a completare una top tre che ha premiato costanza e gestione in una giornata complessa.
Il risultato ha permesso ad Al-Attiyah di tornare al comando della classifica generale, approfittando delle difficoltà incontrate dai piloti Ford Nani Roma e Carlos Sainz, che guidavano il rally prima della tappa. Entrambi hanno perso terreno in modo sensibile, lasciando spazio al qatariota nella lotta per la vittoria finale.
Al-Attiyah leader, ma la Dakar resta aperta
Al termine della speciale, Al-Attiyah ha raccontato una giornata particolarmente impegnativa: “È stata molto dura. Testa e corpo sono stati duramente provati. Ma abbiamo attaccato davvero dall’inizio alla fine”. Un impegno fisico e mentale che si riflette anche nelle sue condizioni: “La macchina va bene, ma sono distrutto. Non è che sia troppo vecchio, ma il mio corpo ne ha passate tante, soprattutto il collo”.
In classifica generale, il pilota Dacia vanta ora un margine di 12 minuti sul sudafricano Henk Lategan, al volante della Toyota. Roma, dopo aver occupato la testa della corsa, è scivolato al terzo posto, mentre Loeb ha guadagnato due posizioni, salendo quarto con un ritardo di 23 minuti dal leader.
La giornata più complicata è stata quella di Carlos Sainz. Il quattro volte vincitore della Dakar ha accumulato 45 minuti di ritardo rispetto a Serradori, scivolando al settimo posto della generale, a 39 minuti dalla vetta. Lo spagnolo ha spiegato le difficoltà incontrate lungo il percorso: “Non siamo riusciti a trovare un waypoint. Non l’abbiamo trovato, quindi abbiamo perso 15 minuti. Abbiamo cercato ovunque. È stata dura per noi”. Alla perdita di tempo si è aggiunta anche una penalità di 15 minuti, che ha ulteriormente appesantito il bilancio della tappa.
di Peppe Marino
