Hankook risponde alle critiche di Ogier dopo il Monte-Carlo
Hankook sul problema pneumatici emersi all’ultimo Monte-Carlo
Il Rallye Monte-Carlo ha riacceso uno dei temi più delicati del World Rally Championship: quello degli pneumatici. E lo ha fatto nel modo più diretto possibile, attraverso le parole di Sébastien Ogier, durissimo nei confronti delle gomme Hankook al termine della seconda prova speciale, l’Esclangon, affrontata in condizioni estreme di neve, fanghiglia e ghiaccio.
Il nove volte campione del mondo, dopo aver perso oltre un minuto in poco meno di 25 chilometri, non ha usato mezzi termini al traguardo, definendo gli pneumatici invernali montati sulla sua Toyota GR Yaris Rally1 come “inermi” di fronte a un fondo diventato improvvisamente proibitivo. Parole forti, che hanno inevitabilmente acceso il dibattito, anche perché tutti gli equipaggi erano equipaggiati con le stesse coperture e lo stesso riferimento cronometrico era stato costruito da Oliver Solberg nelle medesime condizioni.

Hankook, la risposta di Cho
A rispondere alle critiche è stato Steven Cho, responsabile motorsport di Hankook, che non ha cercato scorciatoie né giustificazioni: “È stato difficile sentire un nove volte campione del mondo parlare così dei nostri pneumatici. È evidente che qui la prestazione della gomma non sia stata ottimale. Negli ultimi anni Monte-Carlo ci aveva abituato a condizioni molto più miti. Questa quantità di neve e fanghiglia era ben oltre le aspettative” Sapevamo che con tanto slush avremmo potuto avere problemi. Sinceramente speravamo che il meteo non virasse in questa direzione”.
Nel paddock si è parlato anche della possibilità di consentire ai team di intervenire direttamente sul battistrada, aprendo manualmente i canali per migliorare l’evacuazione di neve e fango. Un’ipotesi che però Hankook guarda con grande cautela: “Abbiamo già lavorato in anticipo con la FIA per modificare il disegno del battistrada, aggiungendo scanalature supplementari. Tutto è stato fatto prima dei test pre-evento, quindi squadre e piloti sapevano perfettamente cosa avrebbero trovato. Consentire modifiche individuali aprirebbe una sorta di vaso di Pandora, con implicazioni regolamentari e di sicurezza che né noi né la FIA vogliamo affrontare”.
Le soluzioni per il prossimo futuro
Il manager coreano ha poi confermato che una nuova evoluzione della gomma chiodata da neve è ormai vicina all’omologazione: “Lo sviluppo delle gomme invernali è particolarmente complesso. La finestra stagionale è molto ristretta e trovare condizioni realmente rappresentative è difficile. Per questo il ciclo di sviluppo è più lungo rispetto a gomme da asfalto o sterrato”. Hankook, tuttavia, è già pronta al prossimo passo: “Il nuovo pneumatico ha un disegno della stessa famiglia, ma molto più aperto, con un’area di vuoto nettamente superiore. La mescola lavora meglio alle basse temperature e stiamo migliorando anche la sporgenza dei chiodi”.
Secondo Cho, i primi riscontri sono incoraggianti. I team Rally1 hanno già effettuato dei test e i feedback sono stati positivi, anche se il lavoro non è ancora concluso: “Questo Monte-Carlo è stato semplicemente durissimo per tutti: per noi, per i piloti, per le squadre. Ma guardando il quadro generale, siamo fiduciosi sul percorso di sviluppo”.
Un episodio che evidenzia come, in un rally tornato alle sue condizioni più estreme, anche un singolo elemento tecnico possa diventare decisivo. E come il confronto diretto, talvolta ruvido, faccia parte integrante di uno sport in cui margini, responsabilità e pressioni sono sempre portati all’estremo.
