Rally Saudi Arabia, deserto e montagne per il debutto nel WRC

Pubblicato il 18 Agosto 2025 - 12:00

Rally Saudi Arabia si prepara al debutto nel WRC in grande stile

Il Rally Saudi Arabia si appresta a fare il suo ingresso nel calendario del Mondiale Rally dal 26 al 29 novembre, con un percorso che promette di offrire uno scenario del tutto inedito per il campionato. Basato a Jeddah, la gara non sarà soltanto il primo appuntamento del WRC in Arabia Saudita, ma anche una vetrina per un nuovo modo di concepire il rally moderno, con ambientazioni spettacolari e un’organizzazione che guarda già al lungo termine.

La competizione prenderà il via con una superspeciale mercoledì sera nella cornice urbana di Jeddah, per poi entrare nel vivo il giorno successivo. Il giovedì sarà infatti caratterizzato da due passaggi sulla “Moon Stage”, tratto che già nel nome evoca suggestioni lunari e paesaggi surreali.

Jérôme Roussel, figura chiave nello sviluppo del percorso, ha sottolineato come l’intento sia quello di offrire al Mondiale una nuova identità visiva e tecnica: «La cosa più importante che questo rally porterà è un paesaggio completamente diverso per il WRC. Sarà una gara che, per difficoltà e asperità, si avvicina alla Grecia, ma con una varietà di fondo davvero inedita».

Rally Saudi Arabia, una sfida per piloti e vetture

Il percorso attraverserà zone montuose aride, con poca vegetazione, prima di entrare nel pieno del deserto saudita. Un’area che metterà alla prova i piloti con una modalità di tracciamento simile allo sci alpino, in cui si dovranno seguire bandiere per delimitare il passaggio obbligato tra le curve. «È un sistema già visto forse in Giordania, ma assente da tempo nel WRC», ha spiegato Roussel. «Per questo stiamo lavorando attentamente sul posizionamento delle bandiere, che dovranno essere identiche tra la ricognizione e la gara. Non ci sarà margine d’errore».

Nonostante l’immaginario desertico, le superfici saranno costituite da piste dure, e non da sabbia soffice o dune. L’alternanza di scenari, tra montagne e deserti, rappresenterà secondo gli organizzatori un’aggiunta unica all’offerta del Mondiale, comparabile a icone del passato come El Condor o Giulio Cesare in Argentina.

Lo sviluppo delle prove speciali

L’infrastruttura della manifestazione è stata studiata nel dettaglio. Inizialmente si era valutata la possibilità di utilizzare il circuito di Formula 1 di Jeddah, ma si è optato per una soluzione più flessibile, con una vasta area asfaltata che ospiterà il parco assistenza, la superspeciale e la fan zone. La scelta è stata motivata dalla necessità di accogliere non solo le squadre ufficiali, ma anche le numerose strutture del WRC2.

Roussel ha elogiato il lavoro svolto da Abdullah Bakhashab, direttore dell’evento, già impegnato dal 2021 nello sviluppo del percorso. Una parte delle strade è esistente da secoli, specialmente in montagna, ma molte altre sono attualmente in fase di costruzione o adeguamento, con interventi significativi in termini di sicurezza, tra cui l’installazione di guardrail.

Prove generali già ad ottobre

Il rally saudita sarà preceduto a ottobre da un evento “prova generale”, utile a testare alcuni elementi organizzativi secondo gli standard richiesti dal WRC. L’obiettivo è garantire un debutto impeccabile a novembre. «Tutti quelli seduti al tavolo sono impegnati a fondo in questo progetto, con SAMF e SMC che stanno investendo risorse e passione per costruire un evento che possa durare nel tempo», ha affermato Roussel, concludendo: «Dobbiamo riuscirci, a ogni costo. Fallire non è un’opzione».

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