Reiersen e l’asfalto: il test di Sanremo apre la strada all’ERC

Pubblicato il 08 Gennaio 2026 - 12:46

Il percorso di crescita di Isak Reiersen verso il Campionato Europeo Rally FIA passa anche dall’asfalto, una superficie finora poco frequentata dal giovane pilota svedese. In vista del 2026, Reiersen ha scelto di colmare una lacuna importante del proprio bagaglio tecnico affrontando un test impegnativo lontano dai riflettori dell’ERC, puntando su un evento storicamente complesso come il Rally di Sanremo.

Reduce da un podio nell’ERC e considerato uno dei profili emergenti del panorama internazionale, il ventiduenne ha ammesso di non avere una vera esperienza sulle strade asfaltate. Una consapevolezza che lo ha spinto a mettersi alla prova in Liguria lo scorso ottobre, su prove speciali in salita che negli anni hanno messo in difficoltà anche protagonisti dell’ERC e del Campionato del Mondo Rally FIA. La gara si è chiusa con il 15° posto di categoria, condizionato da un danno alle sospensioni nella seconda prova speciale.

A Sanremo, Reiersen ha cercato soprattutto risposte tecniche e sensazioni di guida, più che un risultato immediato. “Credo di aver fatto davvero una delle prove più difficili”, ha spiegato lo svedese, chiarendo l’obiettivo dell’esperienza italiana. “Sfidare questi ragazzi italiani a casa loro non è stato facile. Ma l’abbiamo fatto solo per avere le prime impressioni sull’asfalto e su cosa sia”.

Sanremo come palestra tecnica

Nel raccontare il suo debutto sull’asfalto, Reiersen ha evidenziato le differenze rispetto alle strade scandinave: “È stato davvero completamente diverso, tutto. Le strade di Sanremo, la quantità di curve, direi che è la differenza più grande. La quantità di note è davvero una grande differenza rispetto a queste strade più veloci qui in Svezia”.

L’adattamento non è stato immediato, soprattutto nella gestione delle note e della guida: “Capire le note e allo stesso tempo cercare di guidare correttamente sull’asfalto è stata una vera sfida, ma ho comunque imparato molto, un’esperienza nuova ma davvero fantastica”. Il confronto diretto con specialisti della disciplina ha rappresentato un passaggio formativo: “Non direi di essere soddisfatto di ciò che ho ottenuto, ma di ciò che ho imparato. Solo per essere andato lì e sfidare Giandomenico Basso e Andrea Crugnola sulle strade che percorrono da anni”.

Il giovane svedese ha aggiunto: “Stavo parlando con Basso e lui ha corso a Sanremo per la prima volta nel 1995 o giù di lì, 10 anni prima che nascessi, quindi non potevo avere aspettative così alte. È come quando finisci una tappa e pensi, ok, ma sei davvero molto indietro, è davvero impressionante vedere come guidano”. Una scelta consapevole, fatta senza obiettivi di classifica: “Siamo andati lì senza aspettative, solo per arrivare e dire di avercela fatta. Ora abbiamo qualcosa su cui costruire per il futuro”.

Guardando al 2026, Reiersen non nasconde l’ambizione di un impegno a tempo pieno nell’ERC. “Stiamo lavorando per partecipare a una stagione completa dell’ERC. È una grande sfida, sarà dura e ci stiamo impegnando al massimo”, ha spiegato. “Dopo i miei risultati dell’anno scorso anche i miei sponsor sono motivati a partecipare, ma bisogna sempre partire con un budget con cui sentirsi a proprio agio, quindi è una sfida”.

di Peppe Marino

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