Miko Marczyk e i consigli ai giovani piloti per vincere l’ERC

Pubblicato il 18 Febbraio 2026 - 08:58

Miko Marczyk guarda alla nuova stagione del Campionato Europeo Rally FIA con l’esperienza di chi ha già raggiunto il vertice e vuole condividere il proprio percorso con le nuove generazioni. Il pilota polacco, cresciuto nell’automobilismo partendo dal karting indoor, è stato individuato nelle prime fasi della carriera dagli importatori polacchi Subaru e Škoda, avviando così un cammino che lo ha portato a imporsi anche a livello internazionale.

Dopo due titoli nazionali conquistati in Polonia e la vittoria del campionato ERC al termine della sfida a tre decisa al Rally di Croazia dello scorso ottobre, Marczyk ritiene che il talento rappresenti solo uno degli elementi necessari per emergere in una disciplina complessa come il rally.

Intervistato dal sito di Škoda Motorsport, il campione europeo ha sottolineato come il successo richieda una visione ampia del proprio ruolo: “Tutto dipende da come comprendi e valorizzi il tuo potenziale. Il talento e una buona tecnica di guida offrono un vantaggio, ma sono solo una parte del percorso. Servono passione, determinazione e molto lavoro. I risultati si costruiscono nel tempo. Un giovane rallista deve spesso gestire se stesso come farebbe un manager, occupandosi di numerosi aspetti organizzativi. È un passaggio essenziale, perché questo sport richiede risorse importanti. Se riesci a controllare questi fattori, devi anche avere fiducia nelle tue capacità e mantenere pazienza, perché i traguardi non arrivano sempre immediatamente”.

L’equilibrio tra talento, gestione e costanza

Il riferimento alla gestione personale non è casuale. In un contesto in cui la sostenibilità economica incide in modo determinante sulle opportunità sportive, la capacità di organizzare budget, sponsor e programmi diventa parte integrante della carriera. Per Marczyk, la maturità fuori dall’abitacolo conta quanto la prestazione in prova speciale.

Ripensando alla stagione 2025, culminata con la conquista del titolo continentale, il pilota polacco ha evidenziato gli aspetti tecnici che hanno fatto la differenza: “C’è sempre spazio per migliorare nell’assetto e nella messa a punto della vettura. Quando il mezzo è bilanciato riesco a esprimere velocità, ma se qualcosa non funziona il mio ritmo ne risente più del necessario. La costanza è stata la nostra qualità principale: abbiamo limitato gli errori. Siamo competitivi sia sull’asfalto sia sulla terra, senza differenze marcate tra le superfici. In ogni gara abbiamo puntato alle posizioni di vertice, ed è questo approccio che ci ha permesso di restare in lotta fino alla fine”.

L’attenzione alla regolarità, più che ai picchi di prestazione isolati, emerge come uno dei cardini del suo metodo. Ridurre al minimo le sbavature e mantenere un livello stabile di rendimento lungo l’intero calendario si è rivelato decisivo nella corsa al campionato.

La nuova stagione dell’Europeo scatterà con il 43° Rally di Andalusia – Sierra Morena – Cordova, Patrimonio dell’Umanità, in programma dal 16 al 19 aprile. Per molti giovani equipaggi sarà l’inizio di un percorso che, nelle intenzioni di Marczyk, dovrà fondarsi su disciplina, consapevolezza e capacità di adattamento, dentro e fuori dalle prove speciali.

di Peppe Marino

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