Lappi ammette: “Devo prendere l’ibuprofene prima di guidare”

Pubblicato il 26 Febbraio 2026 - 12:53

Il ritorno di Esapekka Lappi nella classe regina del Campionato del Mondo Rally è coinciso con il Rally di Svezia di febbraio, a oltre un anno dalla sua ultima presenza stabile nella categoria. Il finlandese ha chiuso al sesto posto, dopo aver ceduto la posizione nella giornata conclusiva al compagno di squadra Adrien Fourmaux.

In un fine settimana caratterizzato dal predominio Toyota, Lappi è risultato il più rapido tra i piloti Hyundai, ma il divario accusato dalla squadra coreana ha evidenziato margini di miglioramento. La ricerca di un assetto efficace resta uno dei temi centrali di questo avvio di stagione.

Tra le novità del 2026 c’è anche lo spostamento della base test Hyundai dalla Finlandia centrale alla Francia, in un’area nel sud del Paese utilizzata da anni per collaudi su fondi particolarmente sconnessi, utili per verificare l’affidabilità delle vetture da competizione e di serie.

Test impegnativi e ricerca di aderenza

Le condizioni delle strade francesi non hanno lasciato indifferente il pilota finlandese. “Definire quelle strade sconnesse è riduttivo. Sono estremamente rovinate, difficili da affrontare. Devo prendere un ibuprofene prima ancora di mettermi al volante, perché il mal di testa è assicurato. Prima o poi finirò per rompere la macchina lì, è inevitabile”, ha raccontato Lappi.

Il lavoro di sviluppo è proseguito per più giorni insieme alla copilota Enni Mälkönen“L’ultima volta siamo rimasti due giorni interi a provare su quel fondo. È un banco di prova molto duro, sia per noi sia per la vettura”.

Oltre alla resistenza meccanica, la priorità è migliorare il comportamento complessivo della Rally1. “Dobbiamo trovare più aderenza. In passato la situazione era diversa, ora invece non riesco a percepire la macchina come vorrei. In condizioni variabili, come a Monte Carlo, perdiamo subito competitività. Lo stesso è accaduto in Svezia”, ha spiegato il finlandese.

Secondo Lappi, manca soprattutto la sensibilità necessaria per interpretare il limite: “La vettura non trasmette informazioni chiare sul livello di grip. C’è qualcosa che non arriva né dal telaio né dallo sterzo. Senza quel feedback diventa complicato spingere con fiducia”.

di Peppe Marino

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