Il dominio di Toyota nella prima metà del WRC 2026

Pubblicato il 09 Giugno 2026 - 11:31

A metà della stagione 2026 del campionato del mondo Rally FIA, Toyota si trova in una posizione di supremazia che impone una riflessione sulla gestione dei propri talenti. Dopo sette appuntamenti, la compagine giapponese non soltanto guida entrambi i campionati, ma dimostra una profondità di rosa tale da costringere gli avversari a un inseguimento costante nei confronti di un intero gruppo di GR Yaris Rally1, piuttosto che su un singolo pilota di riferimento. I numeri certificano questo scenario: sei vittorie su sette gare disputate e ben 18 podi conquistati sui 21 disponibili.

Nella classifica costruttori, il vantaggio su Hyundai Shell Mobis World Rally Team ha raggiunto quota 127 punti. Il campionato piloti vede Elfyn Evans al comando con 151 punti, seguito da Takamoto Katsuta con 131. La classifica prosegue con una top five che parla interamente la lingua di Toyota: al terzo, quarto e quinto posto si collocano rispettivamente Oliver SolbergSami Pajari e Sébastien Ogier.

Un ritorno strategico e i successi d’apertura

L’annata era iniziata con aspettative elevate ma con diverse incognite, legate principalmente all’addio di Kalle Rovanperä e all’inserimento di nuovi profili. La risposta del team è stata immediata fin dal debutto a Monte Carlo: Oliver Solberg ha vinto al suo esordio a tempo pieno nel Rally1, diventando il più giovane vincitore dell’era moderna, con Elfyn Evans e Sébastien Ogier a completare una tripletta storica.

La trasferta in Svezia ha ricalcato lo stesso copione, con un podio composto da EvansKatsuta e Pajari, risultato che ha proiettato Evans in vetta alla classifica generale. Anche in condizioni estreme come quelle del Safari Rally Kenya, la squadra ha saputo reagire: nonostante i problemi tecnici che hanno colpito EvansSolberg e Ogier il sabato, Katsuta ha colto l’occasione vincendo la sua prima tappa WRC, con Pajari al terzo posto.

La solidità su ogni terreno

Il Rally di Croazia ha confermato il trend positivo con una doppietta formata da Katsuta e Pajari, un risultato che ha permesso al pilota giapponese di issarsi in vetta al campionato. Successivamente, il Rally delle Isole Canarie ha messo in luce la superiorità tecnica della GR Yaris Rally1 sull’asfalto, superficie su cui la vettura ha vinto tutte le prove speciali per il secondo anno consecutivo, occupando i primi quattro posti della classifica finale con OgierEvansPajari e Katsuta.

In Portogallo, malgrado la foratura che ha frenato OgierSolberg ed Evans hanno garantito un altro doppio podio. La dimostrazione di forza più completa è arrivata però in Giappone: sulle strade di casa, Evans ha vinto davanti a OgierPajari e Katsuta, centrando la tredicesima vittoria in carriera e il cinquantesimo podio, consolidando il suo vantaggio in campionato a metà stagione.

Analisi e gestione dei piloti

La forza di Toyota risiede nella diversità delle risposte offerte alle sfide di gara. Elfyn Evans è stato il riferimento per costanza, capace di gestire le gare e minimizzare i rischi nei momenti critici. Takamoto Katsuta ha superato le pressioni del ruolo, diventando un serio contendente al titolo dopo le vittorie in Kenya e Croazia. Oliver Solberg ha apportato velocità pura, sebbene debba ancora ridurre la frequenza di errori costosi che ne hanno condizionato alcuni risultati.

Sami Pajari si è confermato come una delle storie più positive, passando da talento promettente a protagonista fisso con cinque podi in sei gare. Per quanto riguarda Sébastien Ogier, pur disputando un programma selettivo e occupando attualmente la quinta posizione in classifica, rimane un fattore determinante sia per la spinta al titolo costruttori che per l’influenza nella lotta tra i piloti.

La vettura si è dimostrata competitiva su ogni superficie: dal ghiaccio svedese, al fango keniota, fino all’asfalto ad alta aderenza delle Canarie e della Croazia. La sfida per il team, nella seconda parte di stagione, sarà gestire una lotta interna che coinvolge cinque piloti, evitando che la competizione tra compagni di squadra possa compromettere i risultati complessivi. Il cammino riprende dal Rally dell’Acropoli in Grecia, su strade rocciose che metteranno alla prova la resistenza di tutto il gruppo.

di Peppe Marino

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