Toyota Celica, la storia di una regina dei rally: dai quattro titoli mondiali al ritorno nel WRC 2027

Pubblicato il 04 Novembre 2026 - 12:58

Toyota Celica WRC: storia, titoli mondiali e ritorno nel 2027

Ci sono automobili che hanno lasciato un segno nel Mondiale Rally ben oltre il numero delle vittorie conquistate. La Toyota Celica GT-Four è certamente una di queste. Per quasi un decennio ha rappresentato le ambizioni sportive della Casa giapponese, accompagnandola dalla ricerca dei primi grandi risultati fino alla conquista di quattro titoli mondiali piloti e due costruttori. Una storia fatta di successi, evoluzioni tecniche e anche di una delle vicende regolamentari più discusse degli anni Novanta.

A oltre 33 anni dalla conclusione della sua esperienza ufficiale nel WRC, Toyota ha annunciato il ritorno della Celica nel Mondiale 2027. Non sarà una riedizione della celebre GT-Four, ma una vettura completamente nuova, sviluppata secondo il prossimo regolamento tecnico. La denominazione, però, riporta inevitabilmente alla memoria un’epoca nella quale Toyota riuscì a interrompere il predominio europeo e a imporsi stabilmente ai vertici della specialità.

Dalla trazione posteriore alla GT-Four: la svolta degli anni ’80

La storia sportiva della Celica comincia ben prima dei suoi titoli mondiali. Presentata nel 1970 come coupé sportiva, la vettura si affaccia presto alle competizioni, diventando uno dei modelli più rappresentativi dell’attività rallistica Toyota.

Sotto la guida di Ove Andersson, figura centrale nella crescita del Toyota Team Europe, il costruttore giapponese costruisce progressivamente una struttura capace di confrontarsi con le migliori squadre del Mondiale. Negli anni Ottanta arrivano risultati importanti anche nei durissimi rally africani, terreno sul quale le Toyota a trazione posteriore dimostrano una notevole affidabilità.

La vera svolta arriva però nel 1986, con la presentazione della Celica GT-Four ST165. La nuova versione adotta un motore turbo di due litri e la trazione integrale permanente, caratteristiche indispensabili per affrontare una concorrenza che, dopo la fine del Gruppo B, sta rapidamente evolvendo verso le vetture di Gruppo A.

La ST165 debutta nel Mondiale nel 1988 e impiega poco più di un anno per ottenere la prima affermazione. È Juha Kankkunen a vincere il Rally d’Australia del 1989, regalando alla GT-Four il primo successo iridato.

Toyota ha finalmente trovato la vettura con cui puntare al titolo.

Carlos Sainz e il primo mondiale: il 1990 cambia la storia

Il salto definitivo arriva con Carlos Sainz, affiancato da Luis Moya. Lo spagnolo interpreta la Celica ST165 con una combinazione di velocità e regolarità che nel 1990 lo porta alla conquista del suo primo titolo mondiale.

È un risultato storico: per la prima volta un pilota vince il Campionato del Mondo Rally al volante di una vettura giapponese.

La stagione comprende successi importanti, tra cui quello al Rally dei Mille Laghi in Finlandia, dove Sainz riesce a imporsi su un terreno tradizionalmente favorevole ai piloti nordici. La sua affermazione contribuisce a cambiare gli equilibri della specialità, dimostrando che Toyota può competere per il titolo su qualsiasi fondo.

Nel 1991 Sainz sfiora la riconferma, ma è l’anno successivo a riportarlo sul tetto del mondo. Nel frattempo, infatti, Toyota ha introdotto una nuova generazione della Celica, destinata a diventare la più vincente della famiglia.

La ST185, la livrea Castrol e gli anni d’oro

La Celica GT-Four ST185, introdotta nel Mondiale nel 1992, rappresenta l’evoluzione più riuscita del progetto. Rispetto alla precedente ST165, presenta una carrozzeria profondamente rivista e numerosi interventi alla meccanica, al raffreddamento e alla gestione della trazione.

L’esordio non è privo di difficoltà, ma gli sviluppi apportati durante la stagione consentono a Sainz di conquistare quattro vittorie e il suo secondo titolo mondiale, arrivato al termine di un campionato combattuto fino all’ultimo appuntamento.

Il 1993 segna un altro passaggio fondamentale. Sainz lascia Toyota, mentre arrivano Juha Kankkunen e Didier Auriol. La ST185 sfoggia la livrea bianca, verde e rossa della Castrol, destinata a diventare una delle più riconoscibili nella storia dei rally.

Con cinque vittorie, Kankkunen conquista il suo quarto titolo piloti. Toyota festeggia contemporaneamente il primo Campionato del Mondo Costruttori, diventando la prima Casa giapponese a riuscirci.

Il dominio prosegue nel 1994. Questa volta è Didier Auriol, affiancato da Bernard Occelli, a conquistare il titolo piloti, mentre Toyota si aggiudica per il secondo anno consecutivo quello costruttori.

In appena tre stagioni, dal 1992 al 1994, la ST185 colleziona 16 vittorie mondiali, tre titoli piloti e due costruttori. Numeri che ne fanno una delle vetture più rappresentative dell’epoca del Gruppo A.

La ST205 e il controverso epilogo del 1995

Nel 1994 Toyota introduce progressivamente la terza evoluzione della GT-Four, la ST205, riconoscibile per il frontale con quattro fari circolari e una carrozzeria più larga e moderna.

L’obiettivo è proseguire la serie di successi, ma la nuova Celica non riesce a ripetere immediatamente i risultati della precedente generazione. La concorrenza, soprattutto quella di Subaru e Mitsubishi, è cresciuta notevolmente, mentre Toyota deve affrontare le difficoltà legate allo sviluppo della vettura.

Il capitolo più delicato arriva al Rally di Catalogna del 1995, quando i controlli tecnici della FIA portano alla scoperta di un dispositivo irregolare nel sistema della flangia del turbocompressore. La soluzione consentiva un maggiore passaggio d’aria rispetto a quanto previsto dal regolamento.

Le conseguenze sono pesanti: Toyota viene esclusa dalle classifiche del Mondiale 1995 e squalificata per 12 mesi.

È una conclusione amara per il programma ufficiale della Celica, che aveva permesso al costruttore di raggiungere risultati fino a pochi anni prima impensabili. La ST205 continuerà comunque a correre nelle mani di squadre private, mentre Toyota tornerà successivamente nel Mondiale con la Corolla WRC, inaugurando un’altra fase della propria storia sportiva.

WRC 2027, la Celica torna con Evans, Solberg e Pajari

33 anni dopo l’ultimo titolo mondiale conquistato da una Celica, Toyota ha deciso di riportare questo nome nella massima categoria dei rally. La nuova GR Celica Rally1 sarà schierata nel 2027 dalla formazione Toyota Racing, una delle due squadre ufficiali annunciate dal costruttore giapponese per affrontare il nuovo ciclo regolamentare.

Al volante ci saranno Elfyn Evans e Scott Martin, campioni del mondo 2026, Oliver Solberg ed Elliott Edmondson, secondi nella stessa stagione, e Sami Pajari e Marko Salminen, terzi nella classifica iridata. Una scelta che affida la nuova Celica ai tre equipaggi che hanno occupato le prime posizioni del Mondiale appena concluso.

Accanto alla GR Celica Rally1, Toyota schiererà anche la nuova GR Yaris Rally1 con la formazione Gazoo Racing Toyota. Entrambi i modelli saranno sviluppati secondo le norme tecniche 2027 e avranno prestazioni equivalenti, pur presentando carrozzerie differenti.

Il collegamento con il passato sarà dunque soprattutto storico e simbolico. Le Celica GT-Four degli anni Novanta nascevano da modelli di serie, come richiesto dal regolamento del Gruppo A. La nuova Rally1 utilizzerà invece un’architettura specifica da competizione, senza la necessità di derivare direttamente da una vettura stradale. Resta però un elemento comune: la volontà di Toyota di utilizzare il Mondiale Rally come laboratorio tecnico e come terreno di confronto ai massimi livelli.

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