Dakar 2026, Al-Rajhi spiega il ritiro dopo la prima tappa della Marathon

Pubblicato il 08 Gennaio 2026 - 10:53

Al-Rajhi e Gottschalk hanno alzato bandiera bianca per preservarsi dal punto di vista fisico

La Dakar Rally 2026 ha perso ieri mattina uno dei suoi protagonisti più attesi, Yazeed Al‑Rajhi, ovvero il primo pilota saudita capace di vincere la Dakar Auto nel 2025. Il ritiro è arrivato durante la prima parte della tappa Marathon, con partenza da Al Ula, quando l’equipaggio (che comprendeva anche il tedesco Timo Gottschalk) non è riuscito a raggiungere il bivacco dopo 234 chilometri.

Inizialmente indicati come problemi tecnici, i motivi dell’abbandono si sono rivelati più articolati. Nella prima metà della quarta tappa, infatti, Al-Rajhi e Gottschalk hanno accusato tre forature, perdendo tempo prezioso. Era già la seconda volta, in quattro tappe, che l’equipaggio di Overdrive Racing vedeva compromessa la propria gara dopo le difficoltà incontrate all’esordio.

Il motivo del ritiro di Al-Rajhi

E proprio in tal senso, a pesare sulla decisione finale del ritiro sono state in primis le condizioni fisiche dei due, entrambi reduci da fratture vertebrali riportate in un incidente alla Baja Jordan di aprile. Lesioni in gran parte recuperate, ma non completamente, che hanno suggerito prudenza una volta svanite le prospettive di un risultato di vertice. “Le ulteriori pesanti perdite di tempo subite mi hanno portato a concludere anticipatamente la mia Dakar”, ha spiegato Al-Rajhi. “La salute, mia e di Timo, viene prima di tutto. Le mie lesioni alla schiena erano sufficientemente guarite prima della Dakar, ma non del tutto. Mettere a rischio il recupero senza alcuna possibilità di ottenere un risultato eccellente non mi sembrava giusto. Ora la priorità è il completo recupero”.

L’amarezza del finale

Gottschalk ha condiviso la decisione, pur senza nascondere l’amarezza: “La Dakar non è andata come speravamo e la difesa del titolo si è fermata molto presto. In questo contesto è più saggio non compromettere il recupero dagli infortuni dello scorso anno e tornare a lottare nei prossimi rally. Abbiamo dimostrato di avere la velocità”. Per Al-Rajhi, la Dakar 2026 si è chiusa così prima del previsto, ma con la consapevolezza di un potenziale ancora intatto che potrebbe riservare tante soddisfazioni in questo 2026. E l’obiettivo, adesso, sarà quello di tornare al pieno della forma per rilanciarsi nelle prossime sfide del rally-raid internazionale.

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