Neuville vince nel giorno di Ogier: in Arabia Saudita arriva il nono titolo WRC
Ogier piega Evans, Neuville apre l’albo d’oro del WRC in Arabia Saudita
Il Rally d’Arabia Saudita ha messo la firma su una delle stagioni più intense e sorprendenti della storia recente del Mondiale. Sébastien Ogier, arrivato all’ultima prova con tre punti di ritardo da Elfyn Evans, ha ribaltato il pronostico grazie a una combinazione di strategia, lucidità ed esperienza, conquistando il suo nono titolo WRC e raggiungendo così Sébastien Loeb nell’Olimpo dei più grandi.
L’ultimo round non è stato vinto con la velocità pura, ma con una lettura perfetta delle condizioni, una sensibilità rara nel gestire la gara e, quando serviva, anche un pizzico di fortuna. Ogier ha sfruttato la migliore posizione di partenza del venerdì e ha limitato i danni nelle fasi più complesse, mentre le forature di massa che hanno colpito il gruppo hanno paradossalmente contribuito ad aprire la forbice che lo separava da Evans. Non errori degli avversari, ma la capacità del francese di essere sempre presente nei momenti cruciali.

Ogier–Loeb: la simmetria perfetta
Due carriere monumentali ora si incontrano sullo stesso gradino: nove titoli a testa, percorsi diversi ma identica grandezza. Loeb e Ogier hanno dominato gli ultimi trent’anni del rally mondiale grazie a talento, intelligenza di gara, precisione e una costante fame di vittorie. È quasi un atto dovuto, sportivamente parlando, vederli oggi appaiati: una chiusura del cerchio che rimarca quanto questi due fenomeni abbiano ridefinito il concetto di “campione”. Nel trionfo di Ogier c’è anche la crescita di Vincent Landais, che aveva raccolto un’eredità pesantissima dopo l’era di Julien Ingrassia. Le difficoltà iniziali sono state superate prova dopo prova, fino a formare un duo affiatato e solido. Il titolo 2025 è anche il coronamento del lavoro del navigatore francese, ormai a pieno titolo parte integrante della macchina Ogier.

Evans, una stagione brillante ma non abbastanza
Fa male dirlo, ma Elfyn Evans si è trovato nuovamente con la possibilità concreta di diventare campione del mondo… e ancora una volta è mancato qualcosa. Nessun errore grave, una stagione molto positiva, ma quel lampo da campione – quella ferocia agonistica che serve per completare l’opera – non è mai arrivato. Arrivare all’ultima gara con soli tre punti di vantaggio era come partire da zero, soprattutto in Arabia Saudita, dove aprire le prove al venerdì era una condanna sportiva. Evans ha lottato, ha resistito, ma non ha trovato la chiave per chiudere il conto. Per Kalle Rovanperä, due volte campione del mondo, l’ultimo rally da pilota WRC prima del passaggio in SuperFormula è stato duro. Anche lui è stato vittima delle forature della prima tappa, e il sogno del terzo titolo si è dissolto troppo presto. Il finlandese chiude settimo, lasciando un’eredità pesante ma un futuro già proiettato verso nuove sfide.

Neuville saluta da vincitore
A prendersi la scena dell’evento è stato Thierry Neuville, autore di una gara esemplare. Il belga ha conquistato il successo senza vincere nemmeno una speciale, segno della costanza e della capacità di gestione che hanno caratterizzato un weekend perfetto. Ha domato un ammortizzatore rotto al sabato e una foratura pesante al pomeriggio, mantenendo sempre un ritmo lucido e competitivo. Per lui si tratta della vittoria numero 22 in carriera e della seconda stagionale per Hyundai.
Neuville ha ereditato la leadership dopo aver superato Martins Sesks nella prima prova della domenica, proprio prima che una foratura e un problema tecnico fermassero il lettone. Un epilogo crudele che non cancella però un fine settimana straordinario: Sesks ha confermato di avere tutte le carte in regola per un futuro da ufficiale nel 2026, con Hyundai e M-Sport che non possono più ignorarlo.
Il secondo posto di Adrien Fourmaux completa la doppietta Hyundai. Il francese è stato probabilmente il più veloce in assoluto dell’intero weekend, ma la penalità di un minuto per l’anticipo al controllo orario TC14A ne ha compromesso la corsa alla vittoria. Un altro tassello di esperienza per un pilota che sta crescendo a vista d’occhio e che oggi è una certezza per il futuro del WRC.
Pajari ancora protagonista, Katsuta spreca il podio
Sul terzo gradino del podio sale il nuovo campione del mondo Ogier, mentre Sami Pajari conferma anche in Arabia Saudita la sua maturità competitiva. Il finlandese era in lotta per il successo fino a una foratura decisiva, ma ha comunque chiuso quarto davanti a Takamoto Katsuta, tradito da un errore nella penultima prova. La classifica degli assoluti vede poi Evans al sesto posto, seguito da Rovanperä. Gregoire Munster, Martins Sesks e Josh McErlean chiudono nell’ordine dall’ottavo al decimo posto, con il lettone che meriterebbe ben più del risultato finale. Tra le Rally2, Oliver Solberg è stato ancora una volta il più veloce in assoluto, ma la vittoria nel WRC2 va a Gus Greensmith, davanti a Nikolay Gryazin e Robert Virves. In WRC3, vittoria per i nostri Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi.
Il WRC chiude la stagione, ma la pausa sarà breve
Con il trionfo di Ogier, cala il sipario sul Mondiale Rally 2025, una stagione segnata da colpi di scena, sorpassi di classifica, talenti emergenti e un livello tecnico altissimo. Il riposo durerà pochissimo: tra poche settimane team e piloti saranno già sulle strade del Rallye Monte-Carlo, che aprirà la stagione 2026 nella seconda metà di gennaio. Il WRC finisce oggi, ma ricomincia quasi domani.
