Jon Armstrong e il percorso “unico” verso il debutto nel WRC Rally1
Il percorso di Jon Armstrong verso il massimo livello del FIA World Rally Championship è stato definito “unico”. Dopo oltre quindici anni di lavoro, il pilota nordirlandese realizzerà il proprio sogno quando si schiererà in Casino Square al volante della Ford Puma Rally1 di M-Sport.
Sin da subito Armstrong ha riconosciuto quanto lungo e complesso sia stato questo cammino: “Ci sono stati molti alti e bassi nel corso degli anni. A volte non si è sicuri che le stelle si allineeranno, ma per fortuna abbiamo questa opportunità”.
Poco prima di Natale, nella tradizionale riunione M-Sport a Dovenby Hall, Malcolm Wilson ha annunciato per lui un programma completo nel Rally1, in coppia con Josh McErlean, sostenuto dalla Motorsport Ireland Rally Academy. Armstrong ammette che la notizia, pur attesa, lo ha colto di sorpresa: “Speravamo di fare qualcosa nel campionato del mondo. Ci avevano detto che avremmo partecipato ad alcuni rally, ma non lo sapevamo. È stato molto bello, soprattutto quando ti presenti e tutti sono curiosi di vedere cosa tirano fuori i piloti dalle auto. È una sensazione piuttosto strana, è stato qualcosa di fantastico o di un sogno”.
Un risultato maturato nel tempo
Il 2025 lo ha visto chiudere secondo nell’ERC insieme al copilota Shane Byrne, con vittorie in Croazia e al Rally Ceredigion. Ma Armstrong considera questo traguardo parte di un percorso più ampio: “Si desidera sempre avere questa opportunità e che finalmente si sia verificata è stato davvero surreale, ma avevamo fatto una buona stagione e un’ottima campagna nel Campionato Europeo Rally”.
Il pilota riconosce anche il valore commerciale del proprio lavoro con M-Sport: “Per quanto riguarda le vendite di auto Rally2, Malcolm si è complimentato, sottolineando che si tratta di un argomento molto importante per l’azienda e che abbiamo contribuito a ravvivare un po’ di interesse per la Fiesta Rally2. Immagino sia una bella ricompensa per ciò che siamo stati in grado di fare a livello aziendale, non solo a livello di risultati”.
Tra eSport e corse reali
Quando le opportunità sembravano esaurirsi, Armstrong ha scelto una strada alternativa, passando alle competizioni virtuali. Lo ricorda così: “Abbiamo ottenuto buone prestazioni dai piloti Rally2, ma alla fine non abbiamo avuto un’opportunità grazie a questo, quindi ho rivolto la mia attenzione agli eSport e sono riuscito a diventare campione dopo un anno, il che è stato fantastico”.
Il titolo eSport WRC nel 2018 ha rappresentato una svolta decisiva: “Ci sono voluti molto impegno e dedizione, a dire il vero. Sono sempre stato motivato dal rally e dal cercare di raggiungere qualcosa che credo di poter fare. Non mi arrendo mai e non ho mai avuto la sensazione di non voler continuare a provarci”.
Il lavoro in Codemasters gli ha permesso di rientrare nella Junior WRC: “Il fatto di essere tornato nel Junior WRC e di essere arrivato secondo due volte è stato merito del mio coinvolgimento con Codemasters e della loro sponsorizzazione. Sono andato molto vicino al titolo Junior un paio di volte e ora sono arrivato al massimo livello, è qualcosa di davvero unico”.
Il ruolo del simulatore nel rally moderno
Armstrong vede un futuro sempre più interconnesso tra simulazione e guida reale: “Credo che lo vedremo sempre di più con i piloti che usano i videogiochi per allenarsi e che poi saranno in grado di tradurre questo talento in un’auto vera”.
Guardando indietro, aggiunge: “Tutto quello che ho fatto ha funzionato e sono tornato più forte. Non vincere il JWRC è stato un altro passo indietro, ma mi ha portato all’ERC con la Rally3 e poi alla Rally2 con M-Sport. È stato un bel percorso”.
Armstrong sottolinea l’importanza del supporto ricevuto: “Per fortuna abbiamo questa opportunità grazie a M-Sport e al mondo che abbiamo costruito con la Motorsport Ireland Rally Academy e John Coyne. Penso che sia fantastico per l’Irlanda avere due piloti ora su una vettura Rally1”.
Il pilota ha già avuto modo di guidare la Puma Rally1, prima su terra e poi su asfalto, in vista di Monte-Carlo. Le sensazioni sono positive: “Sembra tutto a posto. C’è molto da imparare, ma bisogna impegnarsi e prendersi il tempo necessario, perché naturalmente serve tempo per familiarizzare con la vettura. Le auto del Rally1 sono molto veloci e la grande aderenza deriva dal fatto che la vettura viene spinta verso il basso dalla deportanza”.
Uno sguardo al futuro
Sul 2026 Armstrong preferisce rimanere prudente: “È difficile conoscere con certezza le mie aspettative, dato che in alcuni rally ho più esperienza di altri. Negli altri si tratterà di imparare e capire a che punto siamo”.
E guarda già oltre: “Con il cambio di regolamento nel 2027, si spera che ci sia un’opportunità in futuro, quindi si tratterà di dimostrare di poter reggere il confronto a quel livello. Nessuno si presenta e inizia subito a salire sul podio, quindi si tratterà di essere realistici”.
di Peppe Marino
