Dakar 2026, scossoni in classifica: cosa racconta la tappa 9
La nona tappa della Dakar ha inciso in modo concreto sugli equilibri della classifica generale. I 410 chilometri cronometrati nel deserto dell’Arabia Saudita hanno messo in difficoltà diversi equipaggi di vertice, tra problemi tecnici ed errori di navigazione, riducendo i margini e rimescolando le posizioni nelle prime file.
A trarre vantaggio dalla giornata è stato Nani Roma, che ha portato Ford al successo di speciale grazie a una condotta attenta nei tratti più insidiosi. La prestazione dello spagnolo ha permesso al marchio americano di occupare le prime due posizioni della graduatoria, con Carlos Sainz risalito al secondo posto assoluto. Tra i due il distacco è contenuto in 57 secondi, a conferma di una lotta interna ancora aperta.
Roma ha sintetizzato così una tappa complessa: “Ho avuto tre forature oggi. Ma penso che tutti abbiano avuto problemi oggi. Da un certo punto di vista, siamo fiduciosi di essere qui”. Il pilota catalano ha poi aggiunto: “Questi due giorni saranno cruciali. Ora incrociamo le dita e dobbiamo essere umili”, rimarcando l’importanza della gestione in una fase decisiva della gara.
Errori e guasti cambiano il volto della corsa
Alle spalle della coppia Ford, il trio che guidava la classifica prima della tappa – Nasser Al-Attiyah, Henk Lategan e Mattias Ekström – ha perso terreno. Nonostante ciò, i primi cinque restano ancora relativamente vicini, con Ekström distante poco più di undici minuti dalla vetta. Al-Attiyah e lo stesso Ekström hanno pagato errori di navigazione, mentre Lategan è stato rallentato da un problema al servosterzo risolto durante la speciale.
Giornata complicata anche per Sébastien Loeb, sesto in classifica generale. Il francese ha affrontato quasi metà prova senza servosterzo, perdendo tempo prezioso. “Oggi avremmo potuto fare una buona mossa, ma abbiamo dovuto percorrere 180 chilometri in quelle condizioni. Era impossibile guidare”, ha spiegato dopo il traguardo. Il ritardo accumulato lo colloca ora a circa 21 minuti dalla testa.
La tappa ha infine offerto spazio a un risultato inatteso, con il miglior tempo ottenuto dal ventunenne Eryk Goczal, favorito da una partenza più arretrata. A completare la giornata positiva della famiglia Goczal è arrivato il secondo posto dello zio Michał Goczal, staccato di poco meno di otto minuti. In classifica generale Michał Goczal è 18°, con Eryk Goczal immediatamente alle sue spalle, 19°.
di Peppe Marino
