Gryazin e il bicchiere mezzo pieno sul debutto della Ypsilon a Monte-Carlo

Pubblicato il 26 Gennaio 2026 - 13:27

Gryazin ha mostrato un ritmo di vertice per tutto il fine settimana a Monte-Carlo

Il Rallye Monte-Carlo 2026 ha rappresentato un banco di prova severissimo anche per Nikolay Gryazin, protagonista di un debutto tutt’altro che banale con Lancia Corse HF e la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale. In un’edizione segnata dal ritorno massiccio di neve e ghiaccio, il pilota russo ha vissuto uno dei fine settimana più complessi della sua carriera, come lui stesso ha ammesso senza esitazioni al termine dell’evento.

“È stato un debutto molto solido per Lancia, anche se giovedì abbiamo commesso un errore mentre stavamo lottando per la vittoria. Questo Monte-Carlo è stata una grande esperienza, non avevo mai guidato in condizioni simili”, ha spiegato il neo pilota di casa Lancia, riassumendo con poche parole la durezza di una gara che ha messo alla prova anche i piloti più esperti. Le condizioni estreme, con continui cambi di aderenza e tratti affrontati quasi alla cieca, hanno imposto un livello di concentrazione e sensibilità fuori dal comune, soprattutto per chi, come lui, era chiamato a interpretare una vettura nuova su un terreno così selettivo.

Nikolay Gryazin – Konstantin Aleksandrov // Jaanus Ree / Red Bull Content Pool

Gryazin e il ritmo con la Ypsilon Rally2 HF Integrale

Nonostante le difficoltà, l’avvio di rally era stato incoraggiante. Gryazin aveva mostrato subito un passo da vertice, portandosi al comando della WRC2 prima che un lieve contatto sulla SS2 danneggiasse la sospensione posteriore sinistra. Un episodio che avrebbe potuto compromettere definitivamente il suo Monte-Carlo, ma che invece ha messo in luce la capacità di reazione dell’equipaggio, bravo a intervenire tra una prova e l’altra per restare in gara e continuare a lottare.

La svolta negativa è arrivata sulla SS12, una delle prove più difficili dell’intero rally, affrontata su ghiaccio e neve. In un tratto veloce, la perdita di trazione al posteriore ha portato l’equipaggio largo, con l’uscita da un terrapieno e il conseguente danneggiamento di una sospensione. Da lì, la scelta obbligata del Super Rally per rientrare la domenica e limitare i danni in termini di classifica.

Lo sguardo sul futuro

Il sesto posto finale nel WRC2, quindi, non racconta fino in fondo il potenziale espresso e lo stesso Gryazin ne è consapevole: “Abbiamo dovuto spingere un po’ di più per cercare di raggiungere Leo Rossel, ma alla fine la vettura fa esattamente quello che le chiedo e questo è un bene. Ora devo essere io a fare meglio”. Parole che spostano l’analisi dal mezzo al fattore umano e che raccontano un debutto vissuto come un passaggio di crescita, più che come una semplice occasione mancata.

Il Monte-Carlo di Gryazin si chiude così con un risultato che lascia margini di miglioramento, ma anche con la certezza di avere tra le mani una vettura competitiva e un progetto solido. Le sue dichiarazioni restituiscono l’immagine di un pilota consapevole, autocritico e determinato, pronto a capitalizzare l’esperienza accumulata nel Principato per affrontare con ambizioni ancora più chiare i prossimi appuntamenti del Mondiale.

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