Rally di Roma Capitale: la decima volta in ERC guarda al mondiale

Pubblicato il 04 Marzo 2026 - 11:46

Il Rally di Roma Capitale si appresta a vivere uno dei momenti più rilevanti della sua storia recente. L’edizione 2026, in calendario dal 3 al 5 luglio, segnerà infatti il decimo anno consecutivo di validità per il FIA European Rally Championship (ERC), confermando al contempo la storica sinergia con il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco (CIAR). La gara, coordinata da Motorsport Italia sotto la direzione di Max Rendina, consolida così il proprio ruolo di riferimento nel panorama motoristico continentale, unendo l’alto livello tecnico delle serie europea e nazionale.

L’evento di quest’anno assume una valenza strategica superiore rispetto al passato. La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) invierà infatti i propri osservatori per valutare l’organizzazione in funzione di un possibile inserimento nel calendario del FIA World Rally Championship (WRC) per il 2027. Questo passaggio obbligato riflette l’ambizione della kermesse romana di scalare l’ultimo gradino del rallismo mondiale, puntando sull’efficienza logistica e sulla spettacolarità dei percorsi che attraversano il cuore dell’Italia centrale.

Dall’esordio europeo avvenuto nel 2017, la competizione ha offerto scenari agonistici di alto profilo. La memoria storica della gara ricorda il debutto deciso per soli 0.3 secondi a favore di Bryan Bouffier su Kajetan Kajetanowicz, seguito dalle affermazioni di Alexey Lukyanuk nel 2018 e nel 2020. La tradizione italiana ha poi preso il sopravvento con i successi di Giandomenico Basso nel 2019 e nel 2021, la vittoria di Damiano De Tommaso nel 2022 e la doppietta di Andrea Crugnola tra il 2023 e il 2024. L’ultima edizione ha visto nuovamente Basso sul gradino più alto del podio, prevalendo su Andrea Mabellini per un distacco minimo.

Nuova logistica e spostamento del baricentro nel Reatino

Il supporto istituzionale rimane un pilastro fondamentale per la riuscita della manifestazione. L’evento si avvale della collaborazione di Roma Capitale, dell’Assessorato ai Grandi Eventi, della Regione Lazio e dell’Automobile Club d’Italia. Il patrocinio del Ministero per lo Sport e i Giovani, insieme a Sport e Salute e al CONI, sottolinea la rilevanza non solo sportiva ma anche sociale ed economica del rally per l’intero territorio laziale, coinvolgendo numerosi comuni in un network organizzativo collaudato.

Per rispondere agli standard richiesti dalla Federazione internazionale, l’edizione 2026 introduce aggiornamenti logistici mirati a migliorare l’operatività per team, media e spettatori. La principale novità riguarda il disegno del percorso: le prove speciali sposteranno il proprio baricentro verso il territorio di Rieti. Questa scelta tecnica è stata operata per garantire una gestione più fluida della gara, con la prospettiva di coinvolgere nuovamente la provincia di Frosinone e la Ciociaria a partire dal 2027, proseguendo un modello di rotazione territoriale già sperimentato con successo.

Oltre all’aspetto prettamente sportivo, l’organizzazione mantiene un forte impegno sul fronte della sostenibilità. Il Rally di Roma Capitale intende confermare e potenziare il riconoscimento delle tre stelle del FIA Environmental Programme, attraverso iniziative concrete volte a ridurre l’impatto ambientale della carovana sportiva. Parallelamente, continueranno i programmi dedicati alla sicurezza stradale e all’inclusione sociale, elementi che la direzione considera integranti nel percorso di crescita globale della manifestazione.

di Peppe Marino

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