Rally Valle d’Aosta: il percorso e le prove speciali della 47ª edizione

Pubblicato il 22 Aprile 2026 - 11:09

Mentre l’elenco degli iscritti per il 47° Rally Valle d’Aosta promette di mantenere l’alto livello qualitativo che caratterizza questa gara, l’attenzione degli appassionati si sposta sui dettagli del percorso. Si articolerà su tratti storici e nuove sfide tecniche, distribuite tra il sabato e la domenica. I piloti dovranno confrontarsi con asfalti che variano sensibilmente per larghezza e pendenza, richiedendo una gestione precisa delle traiettorie e del ritmo di guida.

Il programma cronometrato si aprirà nella giornata di sabato con la prova Doues – Allein, lunga 9,750 chilometri. Il segmento iniziale è caratterizzato da ampi tornanti e rettilinei che permettono velocità elevate, ma dopo un chilometro e mezzo la sede stradale si restringe notevolmente. Superato un dosso all’altezza di un villaggio locale, gli equipaggi affronteranno la celebre inversione di Doues, uno dei punti più attesi dal pubblico e accessibile sia dal comune omonimo che dall’abitato di Valpelline.

La parte finale di questo primo tratto prevede una discesa impegnativa che segue un secondo dosso. Qui la navigazione diventa fondamentale, specialmente nei pressi di una cava dove le staccate richiedono massima attenzione. Dopo il passaggio nel centro di Ayez, i piloti affronteranno un’inversione a sinistra nel comune di Allein e un ponte che impone una linea di ingresso millimetrica, prima di concludere la prova nel sottobosco finale raggiungibile dalla strada regionale per il Gran San Bernardo.

San Marcel – Fénis: il cuore tecnico della competizione valdostana

La prova speciale di San Marcel – Fénis, con i suoi 14,800 chilometri, rappresenta un’icona del rallysmo locale. La partenza è fissata presso il villaggio Rean, inaugurata da un tornante destro che immette in un tratto veloce verso il Santuario di Plout. La salita successiva, tecnica e ritmata, conduce al villaggio di Seissogne, dove una decisa staccata anticipa un’inversione a sinistra. Il percorso prosegue poi con una serie di tornanti e tratti in appoggio che richiamano lo stile dei rally d’epoca.

Raggiunto il dosso di Champremier, gli equipaggi dovranno gestire una compressione all’interno del villaggio prima di iniziare una discesa di circa sette chilometri. In questa fase, la capacità del navigatore di dettare il ritmo diventa determinante per permettere alla vettura di mantenere la velocità ideale tra i numerosi tornanti. Il tratto finale si sviluppa su una sede stradale più ampia, concludendosi con un ultimo tornantino poco prima dell’ingresso nel paese di Fénis.

Saint-Vincent – Émarèse: velocità e precisione verso il traguardo

Il terzo pilastro del rally è la prova Saint-Vincent – Émarèse, che prende il via subito dopo l’abitato di Saint-Vincent, in frazione Cillian. Il tracciato si estende per 9,550 chilometri, sviluppandosi prevalentemente in salita su una strada larga e veloce, intervallata da alcuni tornanti classici. Il percorso attraversa gli abitati di Émarèse, Eresaz e Chassan; in quest’ultima località è prevista l’installazione di una chicane di rallentamento per garantire la sicurezza prima del segmento conclusivo.

L’ultimo chilometro della prova si affronta in discesa, portando i concorrenti verso lo “stop” posizionato al bivio per Salirod. La frazione di Chassan, punto strategico per assistere al passaggio delle vetture, è facilmente raggiungibile dal comune di Challand. Questa prova completa un trittico di sfide che metteranno a dura prova la resistenza meccanica dei mezzi e la preparazione atletica degli equipaggi, in un’edizione che si preannuncia equilibrata e tecnicamente stimolante.

di Peppe Marino

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