Rally Italia Sardegna, Siviero svela il percorso: 307 km per decidere il Mondiale
Rally Italia Sardegna, Siviero spiega il percorso
Con la cancellazione del Rally Saudi Arabia, il Rally Italia Sardegna ha assunto improvvisamente un peso ancora maggiore. Dal 1° al 4 ottobre gli sterrati sardi non ospiteranno soltanto la 23ª edizione della gara italiana del Mondiale, ma saranno anche il terreno sul quale si chiuderà definitivamente il WRC 2026.
Un finale che si annuncia particolarmente selettivo. Il percorso disegnato ancora una volta sotto la guida di Tiziano Siviero, due volte campione del mondo da copilota, propone 17 prove speciali e 307,02 chilometri cronometrati, tutti su sterrato. La gara torna ad avere il proprio cuore ad Alghero, con il parco assistenza nuovamente sistemato sul lungomare del porto turistico, e rimane concentrata nel nord dell’isola tra Monte Acuto, Anglona, Nurra e parte della Gallura.
La filosofia è quella di unire alcuni dei tratti che hanno costruito l’identità recente del Rally Italia Sardegna a soluzioni nuove. La sola speciale completamente inedita sarà Solorché, ma non mancano ritorni importanti come Tergu e Argentiera.
Due giornate da 120 chilometri
La struttura studiata da Siviero punta soprattutto sull’equilibrio delle prime due tappe, entrambe attorno ai 120 chilometri cronometrati, prima dei 61 della domenica.
Il primo assaggio arriverà però giovedì 1° ottobre con lo shakedown di Monte Baranta da 3,27 km, recuperato per questa edizione. Il tratto iniziale attraverserà la caratteristica miniera di bauxite, prima che nel pomeriggio il rally si trasferisca all’Ittiri Arena Show da 2,08 km. La prova spettacolo tornerà alla configurazione utilizzata tra il 2016 e il 2019, con un percorso lineare e senza ponti all’interno dell’Arena.
Da venerdì si inizierà invece a fare sul serio. La giornata scatterà sulla Tula-Erula da 18,77 km, sostanzialmente simile alla versione dello scorso anno ma leggermente più lunga. Una speciale dai continui cambi di ritmo, nella quale sezioni particolarmente sconnesse si alternano a tratti più larghi e veloci, senza rinunciare al caratteristico passaggio tra le pale eoliche di Erula.
Seguirà la Su Filigosu-Lerno da 17,83 km, costruita recuperando anche vecchi tratti di cantieri forestali, mentre la Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno, con i suoi 23,23 km, completerà il pacchetto di prove della prima tappa.
Coiluna si allunga, Solorché è tutta nuova
Anche sabato le distanze saranno importanti. La Lerno-Monti di Alà da 24,14 km ospiterà la prova televisiva e riproporrà uno dei simboli della gara, il salto di Monte Lerno, prima di terminare sulle montagne sopra Alà dei Sardi.
Ancora più lunga sarà la Coiluna-Loelle, portata a 24,83 km. Non dovendo ricoprire il ruolo di prova televisiva, il tracciato proseguirà per una decina di chilometri oltre la zona dell’arena e del nuraghe, aumentando ulteriormente il peso della speciale sulla classifica.
La vera novità arriverà però con Solorché, 12,86 km, nei pressi di Pattada. Siviero l’ha descritta come una prova dal sapore “old style”, caratterizzata da un fondo da cantiere forestale più stretto rispetto ai tratti precedenti. Il finale attraverserà il galoppatoio di Pattada, con tanto di salto: una soluzione che allo stesso Siviero ha ricordato la vecchia speciale nell’ippodromo di Karlstad del Rally di Svezia.
Osilo e Argentiera per l’ultima resa dei conti
Se la classifica resterà corta, la domenica potrebbe trasformarsi in una vera partita a scacchi. I 61 chilometri cronometrati dell’ultima tappa non concederanno infatti una passerella ai protagonisti del Mondiale.
La Osilo-Tergu da 23,71 km sarà uno dei passaggi più delicati soprattutto per la gestione degli pneumatici. La prima parte presenta il tradizionale fondo molto abrasivo, mentre successivamente il terreno diventa più scorrevole. Cambierà anche il finale, indirizzato verso Sorso anziché Tergu.
Proprio l’elevato consumo delle gomme ha portato gli organizzatori a prevedere un cambio pneumatici prima della Power Stage, scelta pensata per evitare che la gestione delle coperture condizioni eccessivamente l’ultimo confronto.
E il gran finale non poteva che essere affidato alla Sassari-Argentiera da 7,10 km. La speciale torna in una configurazione sostanzialmente identica a quella utilizzata due anni fa, con il caratteristico fondo sabbioso e soprattutto gli ultimi chilometri affacciati sul mare.
Una prova ormai diventata una delle immagini simbolo del Rally Italia Sardegna e che quest’anno avrà un significato ancora più particolare: sarà l’ultima Power Stage dell’intero WRC 2026.
«A mio avviso alla fine tutti se la possono giocare», ha sottolineato Siviero presentando il percorso. Una previsione che assume ancora più valore in una stagione destinata a concludersi proprio in Sardegna. Tra prove lunghe, fondi abrasivi, tratti veloci e la ritrovata Argentiera, il disegno della gara sembra avere tutti gli ingredienti per evitare una domenica di semplice gestione. Il Mondiale finirà sul mare, ma per arrivarci bisognerà prima superare oltre 300 chilometri di sterrati sardi.
