Nikolay Gryazin torna nell’ERC al Rally in Portogallo
Nikolay Gryazin torna nella serie che lo ha reso noto, ovvero l’ERC. Lo fa al Rally 6 Città del Nord del Portogallo, a Fafe, prova decisiva per la stagione ERC in programma in questo fine settimana. Il 29enne ha debuttato nel campionato al Rallye International du Valais, nell’ottobre 2015, e ha ottenuto cinque vittorie e sette podi. Nel 2018 ha chiuso secondo e ha vinto il Junior ERC, la serie basata sul Rally2.
Sarà la sua 34ª presenza. Arriva dopo un’altra stagione di alto livello nel FIA WRC2, la prima con Lancia Corse HF sulla Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale con pneumatici Hankook. Prima della gara ha vinto il Memorial Bettega, a Rallylegend a San Marino, in onore dell’eroe Lancia Attilio Bettega.
Perché torna e cosa si aspetta
Il pilota ha spiegato: “Voglio soprattutto continuare a guidare, come dopo la stagione WRC. Guidare di più sullo sterrato permette sempre di imparare: possiamo trovare aspetti dell’assetto da migliorare, capire cosa fare su questo fondo e usare di più le Hankook, per raccogliere informazioni utili ai prossimi rally. I piloti dell’ERC sono veloci, quindi non sarà una gara facile. Cercheremo di lottare come sempre, di divertirci e di mostrare il nostro ritmo. Voglio lavorare sulla guida e sulla vettura, in un campo così competitivo“.
Venerdì e sabato è possibile la pioggia e l’esperienza del Vodafone Rally de Portugal di maggio, valido per il WRC, può aiutare. Ha commentato: “In quella gara piovve per tutto il tempo, quindi sappiamo cosa aspettarci, o almeno conosciamo l’assetto per questo fondo. Anche con la pioggia è un’occasione per guidare: sull’asciutto è facile per molti essere veloci, mentre sul bagnato si allenano tecnica e comprensione del tracciato. Accumulare esperienza in ogni condizione sarà comunque un vantaggio.”
Il salto di Pedra Sentada
La gara offre altre due occasioni di affrontare il celebre salto di Pedra Sentada, nella speciale di Lameirinha, nota come speciale di Fafe nel Rally de Portugal del WRC. Il record personale del pilota in avvicinamento è di 95 km/h.
Il pilota ha raccontato: “All’inizio era un salto complicato, perché non si capiva a che velocità arrivarci. Ora, dopo averlo fatto molte volte, è più facile capire quella giusta. Bisogna però stare attenti, perché prima nella speciale c’è un salto enorme e si comincia a pensare di poter volare sempre più in alto. Nel primo passaggio, se non freni e salti troppo, puoi danneggiare la vettura e chiudere la gara; nell’ultimo, invece, perché non saltare davvero in alto? Basta ricordarsi di non farsi male. La velocità si capisce a sensazione e dipende dalla sicurezza: conviene frenare solo un pochino, sul lato destro, perché al centro o a sinistra si rischia di atterrare vicino al terrapieno e per anni abbiamo visto toccare il lato sinistro con danni”.
“La spinta finale non è fluida e l’anteriore può affondare troppo presto: per questo si frena per creare slancio prima dello stacco, poi si accelera per sollevare la vettura, che così salta più dritta e non con il muso in giù. Conta restare piatti in aria e rilasciare l’acceleratore all’atterraggio, perché frenare sul salto rischia di portare la parte anteriore a terra e di far ribaltare la macchina. Con molti salti in carriera diventa abituale e, quando sai come affrontarlo, è bello guidare e divertirsi“.
La curva dopo il salto
Dopo Pedra Sentada c’è una veloce curva a destra in salita, prima del traguardo volante. Il pilota ha dichiarato: “Lì non ho avuto momenti difficili. Di solito conosci già la classifica del rally e anche un errore non è critico: puoi toccare leggermente il terrapieno senza fermare la vettura. Il profilo della curva permette di affrontarla veloce, usando il gancio interno per posizionare l’auto, ed è una bella ultima curva ogni volta“.
di Peppe Marino
