Paddon ritrova il WRC: le sensazioni sulla Hyundai i20 N Rally1
Il ritorno di Hayden Paddon nel Campionato del Mondo Rally entra nella fase più concreta. Il pilota neozelandese ha completato i primi chilometri al volante della Hyundai i20 N Rally1, avviando la preparazione per il rientro nella massima serie iridata dopo otto anni di assenza da un programma ufficiale di alto livello.
Due volte campione europeo rally FIA, Paddon è stato scelto da Hyundai Motorsport per condividere la terza vettura Rally1 con Dani Sordo ed Esapekka Lappi. L’esordio stagionale è previsto al Rally di Monte Carlo, appuntamento che segnerà il suo ritorno nel WRC dopo l’esperienza culminata con la vittoria al Rally d’Argentina 2016.
La decisione del team coreano arriva in un contesto profondamente diverso rispetto al passato. Dal 2022, infatti, il regolamento Rally1 ha cambiato radicalmente le vetture di vertice, introducendo soluzioni aerodinamiche e tecniche che rendono il confronto con le generazioni precedenti inevitabilmente complesso, anche per un pilota abituato alla Hyundai i20 N Rally2.
Il primo contatto con la Rally1 è avvenuto durante il media day Hyundai nel sud della Francia, in condizioni rese complicate da neve e ghiaccio. Un contesto poco indicativo, ma sufficiente per iniziare a comprendere le caratteristiche della vettura.
Tra adattamento tecnico e nuove responsabilità
Dopo i primi chilometri, Paddon ha raccontato un approccio prudente: “È stato bello avere un piccolo assaggio della vettura, ma era molto insidiosa in condizioni di ghiaccio: non è stata esattamente una grande fonte di fiducia, all’inizio”. Il neozelandese ha poi sottolineato quanto il cambiamento rispetto al recente passato sia marcato: “Non erano condizioni proprio giuste per giudicare, ma la sensazione iniziale è che questa vettura sia molto diversa dalle auto che abbiamo guidato negli ultimi anni e ci sarà sicuramente molto a cui adattarsi”.
Il lavoro di adattamento riguarda ogni aspetto della Rally1: “È tutto, in realtà. Non si tratta solo della potenza, ma dell’aerodinamica e del modo in cui l’auto interagisce con il telaio e la trasmissione. Anche la posizione di guida è davvero unica. Sono sicuro che dopo un paio di giorni in macchina questa settimana, tutto verrà da sé con un po’ di tempo”.
Le condizioni del primo test hanno aggiunto un’ulteriore difficoltà: “Mi aspettavo una grande sfida e un grande cambiamento. È stato come tuffarsi in acqua e cercare di imparare a nuotare in un’auto che non hai mai guidato prima, e siamo finiti direttamente sul ghiaccio”.
Paddon: “Ero abbastanza nervoso”
Il ritorno in un team ufficiale ha portato con sé emozioni contrastanti. “Probabilmente c’era più nervosismo che sollievo. È stato un vero turbine, con la velocità con cui tutto è successo dall’inizio di dicembre – ha spiegato Paddon, evidenziando anche il peso delle aspettative. Sono ovviamente molto entusiasta dell’opportunità, ma anche molto nervoso. Non voglio deludere nessuno”.
I test proseguono nella nuova base Hyundai in Francia, con l’obiettivo di accumulare chilometri utili prima di affrontare le insidie di Monte Carlo. “Ho solo bisogno di percorrere qualche chilometro normale con la vettura per sfruttarla al meglio e vedere di cosa è capace” ha chiarito il neozelandese, spiegando che il lavoro attuale serve più alla conoscenza del mezzo che alla simulazione delle condizioni di gara.
Pur ritrovando un ambiente familiare, Paddon percepisce questa esperienza come un nuovo capitolo: “Sembra più un nuovo inizio che un ritorno, solo perché tante cose sono cambiate rispetto a otto anni fa”. In vista del primo round stagionale, l’obiettivo è definito con realismo: “L’obiettivo è abbastanza semplice: finire. Thierry Neuville e Adrien Fourmaux lotteranno in testa e il nostro ruolo è quello di fornire supporto”.
di Peppe Marino
