L’ultimo saluto a Sandro Munari: Bologna riunisce la storia dei rally

Pubblicato il 03 Marzo 2026 - 13:15

Stamattina i funerali del “Drago” Sandro Munari

Si sono svolti stamane a Bologna, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, i funerali di Sandro Munari, scomparso – dopo una lunga malattia – a poche settimane dal compimento degli 85 anni. Dentro e fuori la chiesa non c’era solo commozione: c’era la storia dei rally italiani riunita in silenzio. Tra i banchi, volti che hanno scritto pagine decisive del rallismo nazionale e internazionale. Accanto ai familiari erano presenti, per la Federazione, il Consigliere Delegato di ACI Sport Spa Giancarlo Minardi, che ha portato il cordoglio del Presidente dell’ACI Geronimo La Russa, e il Presidente dell’ASI Alberto Scuro.

Numerosi anche i protagonisti di ieri e di oggi. Fra questi gli ex piloti Fulvio BacchelliGiorgio Schön,  Maurizio Ambrogetti, poi Franco Cunico e Simone Campedelli, fresco di nomina come pilota ufficiale di Toyota Gazoo Racing Italy per il CIAR 2026. Gli ex navigatori delle squadre corse Fiat e Lancia  Emanuele Sanfront e Piero Sodano che in carriera aveva navigato nel ’77 e ’78 anche Sandro Munari (compreso il Safari del 1981) oltre a Gigi Pirollo. Presente inoltre Gianni Tonti, storico tecnico del reparto corse di Lancia. Munari non è stato soltanto il primo italiano a vincere il Rallye Monte-Carlo nel 1972 con la Lancia Fulvia HF, né solo l’uomo simbolo dell’epopea Stratos e dei titoli iridati del marchio torinese. È stato un riferimento tecnico e umano, un interprete capace di attraversare epoche diverse lasciando un segno riconoscibile nello sviluppo della disciplina.

È stato il pilota che ha portato metodo, lettura della gara e gestione meccanica in un’epoca in cui spesso prevaleva l’istinto. Sui fondi ghiacciati del Turini come sulle pietraie africane, il “Drago” non improvvisava: interpretava. Durante la funzione è stato ricordato il professionista rigoroso, il collaudatore attento, l’uomo che dialogava con la vettura curva dopo curva. Non un funambolo, ma un costruttore di vittorie.

Il suo Monte-Carlo del ’72, i successi del ’75 e ’77, l’avventura iridata con la Stratos restano riferimenti tecnici prima ancora che celebrativi. Bologna lo ha salutato con rispetto e il mondo dei rally con riconoscenza. Perché con Sandro Munari se ne va un campione, ma resta un modello. E chi corre oggi, in fondo, deve qualcosa anche a lui. Da Bologna il feretro è stato trasportato alla città natale di Munari, Cavarzere (Venezia), dove verrà tumulato nella cappella di famiglia e dove lo attendono gli appassionati e i concittadini per tributargli l’ultimo omaggio.

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