Miko Marczyk al via del Rallye San Martino di Castrozza
La presenza di Miko Marczyk al 46° Rallye San Martino di Castrozza rappresenta un elemento di interesse per l’edizione 2026 della gara dolomitica. Il campione europeo in carica, affiancato da Szymon Gospodarczyk, ha inserito la gara trentina nel proprio programma di preparazione in vista del prossimo Rally di Roma Capitale, valido per il campionato continentale. Per il pilota polacco, la trasferta sulle Dolomiti funge da banco di prova su strade inedite, offrendo agli osservatori e agli avversari un riferimento internazionale di alto profilo con cui misurare il ritmo degli specialisti del tricolore.
L’arrivo di un pilota di tale caratura rievoca, per gli appassionati locali, la partecipazione di Robert Kubica nel 2012, che all’epoca generò un notevole interesse mediatico nonostante l’uscita di strada sulla prova speciale “Val Malene”. Nel caso di Marczyk, l’obiettivo è diverso: utilizzare la Škoda Fabia RS per affinare il feeling con l’asfalto italiano, affrontando il percorso limitandosi ai tre passaggi di ricognizione previsti dal regolamento. Sarà dunque un test di adattamento immediato, che permetterà di valutare la capacità del driver di interpretare rapidamente le selettive prove speciali trentine.
Oltre al campione europeo, la rappresentanza polacca sarà completata da Michal Streer, che torna in Trentino dopo l’esperienza maturata nella passata edizione. Se lo scorso anno si era distinto a bordo di una Lancia Ypsilon Rally4, per questo appuntamento il concorrente ha optato per una Renault Clio Rally3, affiancato dal navigatore Daniel Dymurski e con la vettura seguita tecnicamente dalla struttura GB Motors. Il legame del pilota con queste strade è consolidato nel tempo, essendosi avvicinato alla competizione proprio seguendo il rientro di Kubica oltre un decennio fa.
La prospettiva di Michal Streer sull’esperienza italiana
Il pilota polacco ha spiegato le ragioni che lo spingono a privilegiare il calendario tricolore per la propria attività sportiva: “La mia conoscenza del San Martino risale al 2012, quando venni a seguire il ritorno di Robert. L’atmosfera mi colpì favorevolmente, trasformando in desiderio l’idea di gareggiare qui, obiettivo raggiunto nel 2025. Attualmente, in virtù di un budget contenuto, seleziono i rally italiani più significativi e accessibili. Opero nel motorsport da vent’anni e scelgo l’Italia per la qualità delle condizioni offerte, l’elevato livello tecnico dei partecipanti e la bellezza dei tracciati. L’organizzazione riserva una cura particolare verso gli equipaggi e gli spettatori, in un contesto paesaggistico di rilievo”.
di Peppe Marino
