AC Roma verso le elezioni, Rendina chiede ad ACI di verificare le regole
L’ex vicepresidente solleva dubbi sulla propria uscita – decisa suo malgrado – dal Consiglio direttivo e sul nuovo regolamento elettorale. Non contesta le 800 firme certificate, ma chiede che le condizioni per partecipare alla competizione siano equivalenti
A pochi mesi dal rinnovo delle cariche dell’Automobile Club Roma, si apre un confronto destinato a far discutere anche il mondo sportivo. A sollevare la questione è Max Rendina : pilota e dirigente sportivo e soprattutto ideatore del Rally di Roma Capitale e del Rally del Lazio. Il primo ha compiuto passi importanti verso un possibile ingresso nel Campionato Mondiale Rally dal 2027.
Rendina, nominato lo scorso maggio vicepresidente dell’Automobile Club Roma dopo una lunga esperienza alla guida della Commissione Sportiva dell’Ente, ha successivamente lasciato la vicepresidenza e annunciato la propria intenzione di candidarsi nuovamente alle prossime elezioni, con una lista diversa dai componenti dell’attuale Consiglio
È proprio sulle regole con le quali si arriverà al voto che interviene adesso con una lunga dichiarazione. Il tono scelto è quello della richiesta di verifica: Rendina pone una serie di questioni e si rivolge alla sede centrale dell’Automobile Club d’Italia affinché esamini la documentazione e accerti la correttezza delle procedure seguite.
«Dimesso da vicepresidente, non da consigliere»
Il primo nodo riguarda le dimissioni. «Io mi sono dimesso dalla carica di vicepresidente. Non mi sono dimesso da consigliere», sottolinea Rendina, sostenendo che nella propria comunicazione non avrebbe mai manifestato la volontà di rinunciare anche alla carica di componente del Consiglio direttivo.
Secondo la sua ricostruzione, invece, le dimissioni dalla vicepresidenza sarebbero state interpretate in modo tale da determinare anche la sua uscita dal Consiglio. Una distinzione che Rendina considera sostanziale e sulla quale chiede ad ACI di pronunciarsi dopo avere esaminato gli atti.
A sostegno della richiesta richiama anche un precedente verificatosi nell’Automobile Club Vibo Valentia, dove, secondo quanto riferisce, le dimissioni dalla funzione di vicepresidente non avrebbero comportato la cessazione dalla carica di consigliere. Rendina stesso precisa che quel precedente non determina automaticamente che ciò debba avvenire a Roma, ma lo considera un elemento utile a giustificare una verifica.
C’è poi un dato politico: la vicenda si è sviluppata mentre Rendina aveva manifestato l’intenzione di candidarsi nuovamente. «Non formulo accuse — precisa — chiedo una verifica».
Il nodo delle 800 firme
Il passaggio politicamente più delicato riguarda il nuovo sistema elettorale. Rendina chiarisce innanzitutto di non contestare la richiesta di 800 firme certificate per sostenere la presentazione di una lista alternativa.
«Sono favorevole alle 800 firme certificate. Se servono a dimostrare che una lista possiede un sostegno minimo e reale tra i soci, considero la certificazione una garanzia di serietà e trasparenza. Sono pronto a raccoglierle».
La questione sollevata è diversa. Secondo Rendina, il nuovo sistema prevederebbe per una lista alternativa l’obbligo delle 800 sottoscrizioni, mentre per la lista espressione del Consiglio direttivo uscente sarebbe previsto un percorso differente. È su questa eventuale differenza di condizioni che chiede un chiarimento.
«Se 800 firme certificate rappresentano una garanzia di rappresentatività per me, perché non dovrebbero rappresentare la stessa garanzia per chi governa da anni l’Automobile Club Roma? Io non dico: togliete a me le 800 firme. Dico: chiedetele a tutti. Poi, una volta ammesse le liste, saranno i soci a votare».
Una base associativa di circa 77 mila iscritti
Rendina fa riferimento a una base associativa indicata dall’Ente in circa 77 mila iscritti. Le 800 firme, sottolinea, non determinerebbero quindi l’esito delle elezioni: rappresenterebbero soltanto il requisito necessario per accedere alla competizione. Il voto dei soci arriverebbe dopo.
«Se sarà la lista degli amministratori uscenti a vincere, ne prenderò atto. Se sarà la mia, mi assumerò anche la responsabilità di governare se dovessi essere poi indicato come Presidente dal nuovo Consiglio. Ma prima di arrivare al voto deve essere garantita a tutti la possibilità di presentarsi secondo condizioni equivalenti».
Rendina richiama anche la sentenza n. 3 del 2025 della Corte costituzionale. Si tratta, va precisato, di una fattispecie diversa e non direttamente riferibile alle elezioni interne degli Automobile Club. Il richiamo viene quindi proposto sul piano del principio generale della parità delle condizioni tra i soggetti che aspirano a partecipare a una competizione elettorale, non come precedente automaticamente applicabile al caso romano.
Fusco alla guida dell’Ente dal 2014
L’attuale Presidente dell’AC Roma, Giuseppina Fusco guida l’ente dal marzo 2014, dunque da oltre 12 anni.
Rendina non ne mette in discussione il diritto a ricandidarsi, qualora le norme lo consentano. La sua osservazione riguarda piuttosto le condizioni del confronto: dopo una così lunga esperienza di governo dell’Ente, sostiene, sarebbe naturale misurarsi con una proposta alternativa partendo da condizioni equivalenti.
«Se l’amministrazione uscente ritiene di avere lavorato bene, quale occasione migliore delle elezioni per farselo riconoscere dai soci? Presentiamoci alle stesse condizioni e facciamoli decidere».
È questo, in definitiva, il cuore politico della posizione di Rendina: non stabilire chi debba vincere le prossime elezioni dell’Automobile Club Roma, scelta che appartiene ai soci aventi diritto, ma chiedere che siano chiarite le condizioni necessarie perché le diverse candidature possano arrivare al voto.
Il riferimento a Caserta
Rendina richiama inoltre quanto avvenuto in altri Automobile Club e, in particolare, a Caserta. Nella procedura elettorale dell’AC Caserta da lui citata, la documentazione ufficiale indicava un unico termine per la presentazione delle liste da parte dei soci e del Consiglio direttivo uscente, facendo riferimento per entrambe alle disposizioni dell’articolo 15 del regolamento elettorale.
Il caso non può essere automaticamente sovrapposto a quello romano: regolamenti, procedure e circostanze devono essere valutati nel loro complesso. Rappresenta però, nella tesi di Rendina, un elemento che rende legittima una domanda: quali ragioni giustificano l’eventuale diversità delle condizioni previste a Roma?
L’assemblea del 5 agosto
L’ultimo capitolo riguarda l’assemblea del 5 agosto nella quale è stato affrontato il nuovo regolamento elettorale. Anche su questo Rendina chiede una verifica dell’iter seguito.
Secondo quanto da lui riferito, alla riunione avrebbero partecipato dieci delegati, a fronte di una base associativa molto più ampia. Rendina non sostiene che tale circostanza determini di per sé l’invalidità delle deliberazioni, ma pone una questione di informazione e partecipazione.
Al di là del rispetto degli adempimenti formali previsti, si domanda se, trattandosi delle regole attraverso le quali verranno rinnovati gli organi di un Ente con decine di migliaia di associati, non sarebbe stato opportuno adottare forme di informazione più ampie nei confronti dei soci.
È una distinzione importante: Rendina non formula nel suo intervento una conclusione sulla legittimità dell’assemblea, ma chiede ad ACI di verificare la documentazione e l’iter seguito.
«ACI verifichi gli atti»
La richiesta conclusiva è quindi rivolta direttamente all’Automobile Club d’Italia. Rendina chiede che venga esaminata la sua lettera di dimissioni e la documentazione relativa alla cessazione dal Consiglio direttivo; che sia verificato il nuovo regolamento elettorale per accertare l’eventuale esistenza di condizioni differenti per la presentazione delle liste e le ragioni che le giustificherebbero; e che venga esaminato anche l’iter dell’assemblea del 5 agosto.
«Non è una verifica contro qualcuno. È una verifica a tutela di tutti: dell’Ente, dei candidati e soprattutto dei soci».
E torna infine alle 800 firme: «Sono pronto a raccoglierle. Sono pronto a presentare il mio programma. Sono pronto al giudizio dei soci. Non chiedo di sapere prima chi vincerà. Chiedo soltanto di sapere che partiremo tutti dalla stessa linea».
Una posizione destinata ad alimentare il confronto in vista del rinnovo degli organi dell’Automobile Club Roma e sulla quale, proprio per la delicatezza delle questioni sollevate, è importante conoscere anche la posizione degli attuali vertici dell’Ente.
ItaliaRALLY ha cercato di mettersi in contatto con i responsabili dell’Automobile Club Roma per raccogliere la loro versione dei fatti e consentire una replica alle affermazioni di Max Rendina, ma al momento non è stato possibile ottenere un riscontro.
Naturalmente ItaliaRALLY resta a completa disposizione dell’Automobile Club Roma per ospitare la sua replica e offrire ai lettori tutti gli elementi utili per valutare la vicenda.