Solberg: “Un piccolo dettaglio mi è costato la vittoria alle Canarie”
Oliver Solberg ha dimostrato una velocità competitiva durante tutto il weekend del Rally delle Isole Canarie, nonostante l’epilogo amaro che ha cancellato le sue speranze di successo. Il giovane svedese ha tallonato Ogier, leader della classifica, per l’intera durata della gara, presentandosi al via della domenica con un distacco di appena 3,8 secondi. Dopo le prime due frazioni cronometrate dell’ultima giornata, il margine si era ulteriormente assottigliato a 2,2 secondi, prima che un errore nella PS17 ponesse fine alla sua corsa.
L’impatto contro una barriera ha riportato danni troppo estesi sulla sua Toyota GR Yaris Rally1 per permettergli di proseguire. Fortunatamente, sia il pilota che il navigatore Elliott Edmondson sono rimasti illesi, ma il ritiro ha impedito loro di giocarsi il tutto per tutto nella Wolf Power Stage conclusiva. Nonostante la delusione, il ventiquattrenne ha cercato di analizzare l’episodio con lucidità, attribuendo l’uscita di strada a una valutazione errata durante un salto.
“Il passo e la velocità erano ottimi, e non stavo nemmeno forzando oltre il dovuto – ha spiegato lo svedese. In quel tratto ero a soli sei decimi dal primo. Il problema è stato una curva caratterizzata da un salto: al mattino eravamo molto più lenti e la vettura non si era alzata molto da terra. Non mi aspettavo che l’auto saltasse così tanto nel secondo passaggio. È stato un piccolo errore che mi ha portato fuori traiettoria proprio all’ingresso della curva successiva”.
La gestione della sfida e il confronto con i campioni
Le condizioni del percorso sono mutate drasticamente tra i due giri della domenica, passando dall’umido scivoloso del mattino a un asfalto asciutto e molto più rapido nel pomeriggio. Solberg non ha cercato scusanti, ammettendo che la difficoltà nel valutare i cambiamenti del fondo fa parte delle insidie di questo sport. “È stata una stupidaggine, difficile da giudicare correttamente”, ha ammesso, sottolineando come la vicinanza cronometrica alla vetta lo abbia spinto a non accontentarsi del piazzamento d’onore.
“Quando sei in piena lotta, è facile dire che saresti felice di un secondo posto, che era poi il nostro obiettivo iniziale. Ma quando ti trovi a soli due secondi dal comando, la prospettiva cambia. Devo restare positivo e guardare avanti, continuando a spingere”. Il pilota ha poi evidenziato come la sua esperienza sulla vettura attuale sia ancora limitata: “Devo affinare i piccoli dettagli. La velocità e il feeling ci sono, ma mi manca ancora quella precisione assoluta per perfezionare l’ultimo punto percentuale della prestazione”.
Il confronto diretto con il pluricampione del mondo francese è stato descritto come un’esperienza formativa di grande valore. I due si erano già sfidati in precedenza a Monte Carlo e in Kenya, e questo weekend ha rappresentato un nuovo capitolo della loro competizione interna. “Combattere con lui ogni volta che scendiamo in pista insieme è un sogno che si avvera”, ha dichiarato il giovane, che nonostante il ritiro ha mostrato di poter competere ai massimi livelli della categoria Rally1.
Obiettivo Giappone: imparare dagli errori per vincere
Il ritiro forzato ha causato lo scivolamento del pilota al quarto posto nella classifica del campionato mondiale, con un distacco di 33 punti da Elfyn Evans. La determinazione del giovane talento non sembra essere stata intaccata dall’incidente in Spagna. L’approccio alle prossime gare rimarrà aggressivo, con la consapevolezza che ogni chilometro percorso rappresenta un tassello fondamentale nel suo processo di maturazione tecnica.
“Bisogna dare il massimo in ogni occasione – ha ribadito lo svedese. Sono ancora giovane e mi manca l’esperienza necessaria per padroneggiare ogni sfumatura di questa vettura. È questo ciò che manca per raggiungere la perfezione, ma il resto della base tecnica è solido”. La prossima tappa su asfalto in Giappone rappresenta una nuova opportunità per mettere in pratica gli insegnamenti raccolti sulle strade di Gran Canaria.
“Sono una persona motivata e il mio obiettivo resta vincere ogni singola gara – ha concluso il pilota. Forse dovrei riflettere di più sulla mia mancanza di esperienza, ma la mia natura mi spinge a provarci sempre. Devo farlo per continuare a crescere”. Il Rally del Giappone offrirà l’occasione per verificare se i “piccoli dettagli” menzionati dall’atleta siano stati corretti, in attesa di un nuovo confronto diretto con i vertici della disciplina.
di Peppe Marino
