Rally del Portogallo: Oliver Solberg comanda la prima giornata

Pubblicato il 07 Maggio 2026 - 20:34

Il sipario sul Vodafone Rally del Portogallo si è alzato con una classifica estremamente corta e un cambio della guardia immediato ai vertici. Oliver Solberg ha concluso la prima giornata di gara in prima posizione, costruendo un margine di 3,4 secondi su Adrien Fourmaux. Il pilota della Toyota ha capitalizzato la propria velocità nella seconda prova speciale, la Sever-Albergaria, che con i suoi tratti tecnici ha rappresentato il segmento più impegnativo del giovedì, permettendogli di scavalcare gli avversari e gestire il primato fino al riposo notturno.

La gara era iniziata sotto il segno di Fourmaux, capace di imporsi nel tratto di Águeda-Sever per appena un decimo di secondo su Elfyn Evans. La leadership del francese è durata però lo spazio di una sola frazione cronometrata, prima che la risposta di Solberg rimescolasse i valori in campo. Dietro i primi due, la lotta per il podio provvisorio è rimasta serratissima, con Sébastien OgierThierry Neuville ed Evans racchiusi in uno spazio millimetrico, confermando l’equilibrio tecnico tra le vetture Rally1 sui percorsi sterrati lusitani.

La super speciale serale di Figueira da Foz, caratterizzata da un fondo misto, non ha stravolto i distacchi. Data l’assenza di un’assistenza tecnica dopo la prova, i protagonisti hanno preferito evitare rischi eccessivi per non compromettere l’integrità delle auto in vista delle tappe successive. Solberg ha adottato una strategia prudente, mantenendo intatto il proprio vantaggio nonostante il miglior tempo fatto segnare in ex aequo da Ogier ed Evans nell’ultimo impegno di giornata.

Strategie e sensazioni dei protagonisti dopo lo start

“Ho puntato a una guida pulita e lineare – ha dichiarato Solberg al termine della tappa. Non avendo assistenza serale, era fondamentale non commettere errori o danneggiare la vettura. È un inizio positivo, ma la competizione è ancora lunga e le condizioni cambieranno ogni giorno”. Lo svedese ha mostrato una maturità tattica notevole, consapevole che il terreno portoghese tende a deteriorarsi rapidamente con il passaggio delle vetture.

Sébastien Ogier, attualmente terzo a 7,2 secondi dalla vetta, ha vissuto un pomeriggio in crescendo dopo un avvio complicato. Il pilota francese ha lamentato problemi di bilanciamento sulla sua Toyota nella fase iniziale, riuscendo a intervenire sull’assetto solo parzialmente tra una prova e l’altra. “L’inizio non è stato quello che speravamo – ha confermato OgierAbbiamo faticato nella prima speciale, ma siamo riusciti a migliorare leggermente il comportamento della macchina nella seconda. Domani dovremo necessariamente aumentare il ritmo”.

In quarta posizione si è inserito Thierry Neuville, staccato di soli due decimi dal podio. Il belga della Hyundai è rimasto stabilmente nel gruppo di testa, nonostante una piccola sbavatura nell’ultima prova che gli è costata un mezzo testacoda. Alle sue spalle, Elfyn Evans occupa il quinto posto assoluto a 7,5 secondi dal compagno di marca, precedendo Sami Pajari, ancora alla ricerca del feeling ottimale con le impostazioni della propria vettura, e Dani Sordo, apparso invece soddisfatto della risposta della sua Hyundai i20.

Le sfide tecniche del venerdì e le categorie minori

La classifica prosegue con Takamoto Katsuta in ottava posizione, tallonato da Josh McErlean e Jon Armstrong su Ford, mentre Mārtiņš Sesks chiude la zona punti provvisoria con un distacco minimo. Nel WRC2, la sfida è guidata da Jan Solans, tallonato da un gruppo compatto che include Nikolay Gryazin, Alejandro Cachón e Yohan Rossel, tutti racchiusi in pochi secondi dopo il giro di boa inaugurale. La categoria cadetta si conferma, come di consueto, un terreno di scontro estremamente incerto.

La giornata di venerdì si preannuncia come il primo vero banco di prova per la resistenza dei mezzi e degli pneumatici. L’itinerario prevede un’area di assistenza remota e un programma intenso con i doppi passaggi a Mortágua, Arganil e Lousã. A completare il quadro pomeridiano ci sarà il passaggio singolo a Góis, un tratto che storicamente mette a dura prova la concentrazione degli equipaggi a causa delle temperature elevate e del fondo stradale irregolare.

di Peppe Marino

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