Rally Portogallo: a Pajari le PS4/5, Fourmaux primo nella generale
La seconda mattinata del Rally del Portogallo ha confermato il momento di forma di Sami Pajari, autore del miglior tempo sia nella PS4 che nella PS5. La prova di Arganil 1, con i suoi quasi 19 chilometri, ha rappresentato la sfida più estesa della giornata, caratterizzata quest’anno dall’inversione del senso di marcia rispetto al tracciato storico. Il tratto cronometrato, talmente iconico da aver ispirato in passato nomi di spicco dell’automobilismo, ha messo a dura prova la precisione degli equipaggi nella stesura delle note.
In questa sezione, il giovane finlandese ha staccato di circa sette secondi Elfyn Evans, apparso meno incisivo del solito a causa di un feeling non ottimale con il fondo stradale. Il gallese ha ammesso alcune incertezze nella guida, sottolineando le difficoltà incontrate nel trovare la giusta aderenza. Al contrario, il portacolori della Toyota ha sfruttato la confidenza maturata sin dall’inizio della tappa per scalare la classifica generale, portandosi in seconda posizione assoluta.
Anche il leader provvisorio della corsa, Adrien Fourmaux, ha dovuto cedere il passo per sei decimi di secondo, pur mantenendo il comando della graduatoria. Il pilota francese ha evidenziato come il cambio di direzione della prova abbia reso il percorso quasi irriconoscibile, richiedendo un approccio differente nonostante l’esperienza accumulata nelle edizioni precedenti. La stabilità della sua Ford sugli sterrati lusitani gli permette comunque di guardare con ottimismo al resto della frazione.
Le sfide di aderenza e i distacchi tra i favoriti
“È stata una buona sezione cronometrata – ha commentato Pajari al termine della prova. Sento bene la vettura e sto lavorando per incrementare la sicurezza nella mia guida. I risultati confermano che la direzione intrapresa è quella corretta”. La sua progressione costante sta rimescolando i valori in campo, mettendo pressione ai veterani della categoria Rally1 impegnati nella gestione dell’usura degli pneumatici su un terreno particolarmente scivoloso.

Tra chi ha sofferto maggiormente la scarsa trazione figura Oliver Solberg, che ha scelto di non forzare eccessivamente il ritmo per evitare danni meccanici o forature. Lo svedese ha rilevato una superficie stradale molto insidiosa, preferendo una condotta prudente. “Ho tentato di aumentare la velocità, ma manca il grip necessario – ha spiegato. La strada è estremamente scivolosa; sto facendo del mio meglio cercando però di limitare i rischi inutili”.
Sébastien Ogier ha invece accusato un ritardo più marcato, scivolando al quarto posto della classifica generale. L’otto volte campione del mondo non ha riportato guasti tecnici, attribuendo il distacco esclusivamente a una mancanza di velocità pura in questo specifico settore. “Non ho riscontrato problemi particolari, semplicemente non sono stato rapido – ha ammesso il francese. Vincere spesso su queste strade non garantisce nulla, ogni edizione rappresenta una sfida che ricomincia da zero”.
Neuville in scia e le prospettive per il pomeriggio
Thierry Neuville ha fatto segnare il terzo crono di prova, restando agganciato al gruppo di testa nonostante alcune riserve sul comportamento della sua Hyundai. Il pilota belga punta a intervenire sull’assetto per migliorare la risposta del mezzo nelle sezioni più guidate, consapevole che i distacchi minimi permettono ancora ampi margini di manovra. “La prova è andata bene, ma manca ancora qualcosa per raggiungere la perfezione – ha dichiarato. Dobbiamo affinare la facilità di guida, ma siamo pienamente in corsa”.
Con la conclusione della PS5, la carovana del rally si prepara ad affrontare le ripetizioni pomeridiane, dove il fondo stradale risulterà ancora più scavato dal passaggio delle vetture. La gestione del calore e la scelta della mescola corretta saranno determinanti per mantenere le posizioni acquisite. La sfida tra l’emergente talento finlandese e l’esperienza dei suoi inseguitori promette di infiammare la prosecuzione della tappa portoghese, con Fourmaux chiamato a difendere un primato sempre più insidiato.
di Peppe Marino
