Pesavento con Lancia nell’ERC assieme a Dei Ceci
Dopo la rinuncia di Pisani, Pesavento con Lancia nell’ERC Junior
Alla fine hanno, abbiamo, perso un po’ tutti: Pisani, Lancia e il movimento rallystico nazionale. Tanto se ne è parlato e tanto si era sperato, ma ormai i tempi erano troppo stretti per riannodare una matassa molto ingarbugliata e l’accordo non si è fatto. Il 33enne toscano ha rifiutato il sedile ufficiale per la stagione 2026 nell’Europeo ERC4, lasciando di stucco tanti appassionati e sicuramente Stellantis Motorsport.
Ma partiamo dal fondo. Giovedì 29 gennaio, tramite un post del diretto interessato, si ufficializzava il diniego di Gianandrea: «dopo aver valutato attentamente la proposta che mi è stata fatta in merito al premio per la nostra vittoria del Trofeo Lancia 2025, ho deciso di non accettare le condizioni del programma che mi è stato proposto nel Campionato Europeo per la stagione 2026».
Proseguiva Pisani: «ho scelto di rimanere al fianco della mia squadra Lion Team Rally che mi ha dato la possibilità di esprimermi al meglio nelle ultime due stagioni e con cui sono sicuro avrò la possibilità di continuare la mia crescita personale e sportiva».

Soldi e squadra, i due ostacoli
Cosa è successo, perché rinunciare a un opportunità così interessante, un treno che difficilmente passa due volte, specialmente a 33 anni? Principalmente sono due cose che hanno fatto naufragare l’accordo, da quello che ci hanno raccontato i diretti interessati Eugenio Franzetti di Lancia Corse HF e lo stesso Pisani: la non totale copertura del programma con il budget che avrebbe messo a disposizione Lancia, secondo il pilota, e la volontà dello stesso di proseguire il rapporto con il vecchio team di Andrea Minchella, con il quale ha corso e vinto negli ultimi anni, ma che a Lancia non interessava.
Per quanto riguarda il budget la cifra stanziata era di 150.000 euro, a quanto pare sufficiente per fare le sei gare in programma e alcune sessioni di test, mentre rimanevano fuori altre voci come le iscrizioni alle singole gare, franchigie in caso di incidente e le spese vive di trasferta per pilota e navigatore.
Secondo Pisani con il suo ex team i soldi sarebbero bastati, anche grazie a una serie di sponsor che gestisce la stessa squadra, ma per l’organizzazione di un programma così importante (Mabellini con la Ypsilon Rally2 e i due equipaggi Pisani e Dei Ceci con la Rally4, tutti sotto la stessa tenda) la casa aveva già preferito una scelta diversa: F.P.F. Probabilmente più affidabile, possiamo supporre, oltre che già presente nel CIAR con la Ypsilon Integrale HF di Andrea Crugnola.
Alternativa di cinque gare
Sempre Lancia o meglio Stellantis Motorsport e lo stesso Franzetti, negli ultimi giorni con grande impegno avevano cercato una mediazione liberando degli spazi sull’auto, coinvolgendo ACI Team Italia per le iscrizioni e in ultimissima ipotesi avevano cercato di aiutare Gianandrea offrendogli un programma ridotto a cinque gare, con un risparmio economico che avrebbe permesso di coprire le spese dell’equipaggio e qualche franchigia. Sembrava tutto ok ma anche quest’ultimo passo da parte del costruttore non ha fatto cambiare idea al pilota. Gianandrea, che nella vita fa il meccanico, ha più volte ribadito il concetto che i costi vivi e la spada di Damocle della franchigia, non gli avrebbero permesso di affrontare serenamente l’impegno e adesso non avrebbe avuto tempo per cercare qualche sponsor.
Poi è emerso anche un vecchio rancore con la Federazione ai tempi di una selezione avvenuta nel 2016, come ci ha raccontato lui stesso, che pur avendo avuto la meglio era rimasto nel dimenticatoio. Al netto di vecchie ruggini e della preoccupazione finanziaria, tutto questo dispiace perché siamo convinti delle sue capacità al volante ma che probabilmente non abbia valutato bene le possibilità che gli si potevano aprire. Infine con il senno di poi, si poteva pretendere maggior chiarezza nel regolamento del Trofeo, quando si parla del contributo al programma ufficiale europeo, senza specificare bene quali sarebbero le voci comprese nel premio e quelle che rimanevano fuori.
Davide Pesavento nell’ERC Junior con Dei Ceci
Ma voltiamo pagina. Il passaggio di testimone, cioè il ricco contributo, finisce così nelle mani di Davide Pesavento che aveva chiuso al secondo posto il Trofeo Lancia.
Il veneto ha meno problemi di budget e pare abbia accettato con piacere questo lascito inaspettato, ma pare che abbia fatto a sua volta una richiesta. Visto i soli 24 anni di età, accetterebbe il programma ufficiale europeo ma non nell’ERC4 bensì nello Junior ERC (riservato agli under 27), per cercare di lottare per un altro premio importante che negli anni scorsi era un programma Rally3 con la Fiesta di M-Sport Poland. Poi chissà se nel 2027 sarà ancora così visto che il contratto tra ERC e Ford deve essere ancora rinnovato dal -nuovo- promoter quasi in arrivo.
Infine nel complicato dedalo di situazioni il passaggio della prima Rally4 (la seconda è di Dei Ceci) dall’ERC4 all’ERC Junior porterebbe anche Pesavento al cambio di fornitura di pneumatici, da Michelin (partner di Lancia) a Hankook monogomma della serie e dunque gomme da acquistare. Speriamo che questo non sia un altro ostacolo troppo impegnativo. Franzetti perplesso però non demorde perché crede nei rally, il suo palmarès di campionati vinti con altri marchi del gruppo è lì a dimostralo.
