Josh McErlean e il bilancio del Rally del Portogallo
Il Vodafone Rally de Portugal si è rivelato un evento estremamente complesso per Josh McErlean, che ha vissuto la prima tappa su sterrato del Campionato del Mondo Rally 2026 tra sprazzi di competitività e pesanti battute d’arresto. Il pilota della M-Sport-Ford, che lo scorso anno su questo tracciato aveva ottenuto un secondo posto di categoria, era arrivato all’appuntamento lusitano con aspettative importanti. Le fasi iniziali sembravano confermare il suo potenziale, vedendolo prevalere nel confronto interno contro i compagni di squadra Jon Armstrong e Mārtiņš Sesks.
La progressione dell’atleta irlandese è stata compromessa da una serie di contrattempi tecnici e meteorologici. Il primo ostacolo è sorto durante il servizio remoto del venerdì, quando la sua Ford Puma Rally1 ha riscontrato problemi di avviamento. Il ritardo accumulato ha comportato una penalità di 50 secondi, rallentando la sua corsa verso le posizioni di vertice. La situazione è peggiorata nella giornata di sabato, quando l’arrivo della pioggia ha reso il fondo particolarmente insidioso, portando all’errore definitivo durante la prova speciale di Lousada.
L’incidente nella super speciale di rallycross, avvenuto di fronte a migliaia di spettatori, ha costretto i meccanici a un lavoro straordinario per rimettere in sesto la vettura. Nonostante l’amarezza per l’uscita di pista, il ventiseienne ha cercato di mantenere un approccio costruttivo, sottolineando l’importanza di non soffermarsi sugli episodi negativi per non compromettere il rendimento futuro. La domenica ha infatti regalato un parziale riscatto, con una prestazione di rilievo sui celebri dossi di Fafe.
Il lavoro della squadra e la reazione nell’ultima tappa
“È frustrante, perché avevamo vissuto un paio di giorni positivi prima che le cose iniziassero a peggiorare per tutta la squadra – ha dichiarato McErlean riflettendo sugli eventi. Bisogna andare avanti. Ci sono ancora molti aspetti incoraggianti e non ha senso soffermarsi su quelli negativi. È davvero difficile descrivere a parole quello che è successo, lo abbiamo sentito tutti nel team. Speriamo di poterci riprendere presto”. Il pilota ha poi elogiato lo sforzo dei tecnici, capaci di completare la ricostruzione della vettura nel cuore della notte per consentirgli la ripartenza.
“Il peggior posto in cui si possa finire fuori pista è nella prova speciale di Lousada, davanti a migliaia di persone. Non so cosa avremmo potuto fare di diverso – ha aggiunto il pilota della Ford, analizzando la dinamica del ritiro temporaneo. Entrare nella prima curva come prima macchina sul percorso è stato difficile, molti mi hanno detto che sarebbe potuto accadere a chiunque. Il team è stato però instancabile, lavorando fino alle 3 del mattino, e io parlavo con il mio ingegnere già alle 6. Questo dimostra quanto poco abbiano dormito per permettermi di tornare in pista”.
Prospettive per il futuro e il ritorno sull’asfalto in Giappone
L’ultima giornata ha mostrato nuovamente il valore dell’equipaggio, che ha sfiorato la vittoria di tappa nel primo passaggio a Fafe, cedendo il primato solo a Robert Virves a causa del miglioramento delle condizioni del fondo. Questo ritmo ha restituito fiducia all’atleta in vista del FORUM8 Rally Japan della prossima settimana. Il ritorno sulle superfici asfaltate rappresenta un’opportunità per azzerare le recenti difficoltà e lavorare su una base tecnica più stabile, cercando di ridurre il divario dai vertici della classifica.
“Non sento di dover ripartire da zero dopo un grosso incidente, perché domenica in Portogallo in alcuni tratti siamo stati davvero ottimi – ha concluso. Prenderemo ciò che di buono abbiamo fatto e torneremo a correre sull’asfalto. Penso che potremo lavorare ancora in sede alla M-Sport per vedere se riusciremo ad avvicinarci ulteriormente ai primi della classe”. La mentalità mostrata suggerisce la volontà di trasformare l’esperienza lusitana in una lezione utile per affrontare le tecniche e tortuose strade giapponesi con maggiore consapevolezza.
di Peppe Marino
