Loeb prova la Rally1 di Project Rally One: «Volevo scoprire com’è il nuovo WRC»
Loeb ha guidato il prototipo 2027 sulle strade dei Vosges
Un nome di peso si aggiunge al programma di sviluppo di Project Rally One, il progetto indipendente che punta a debuttare nel Campionato del Mondo Rally con una vettura costruita secondo i nuovi regolamenti tecnici del 2027. Sébastien Loeb ha infatti preso parte a una sessione di test sulle strade francesi dei Vosges, mettendosi al volante del prototipo Rally1 nella configurazione da asfalto.
Il nove volte campione del mondo ha guidato la vettura nella seconda delle due giornate organizzate dal team, raccogliendo informazioni utili per lo sviluppo e offrendo le proprie valutazioni ai tecnici. Una partecipazione che ha inevitabilmente attirato l’attenzione, considerando il legame del francese con la storia del WRC e la curiosità che accompagna l’arrivo della nuova generazione di vetture.
Loeb, tuttavia, ha chiarito immediatamente che il test non rappresenta il primo passo verso un ritorno alle competizioni mondiali.
Due giorni di test tra pioggia e asfalto asciutto
Il programma di Project Rally One si è articolato su due giornate, caratterizzate da condizioni meteorologiche differenti.
Il giovedì è stato Teemu Suninen a prendere il volante della vettura. Il pilota finlandese ha lavorato sotto la pioggia, permettendo alla squadra di verificare il comportamento del prototipo e le prime regolazioni dell’assetto su fondo bagnato.
Il venerdì è arrivato invece il turno di Loeb, che ha trovato condizioni più favorevoli e ha potuto effettuare i propri passaggi prevalentemente sull’asciutto.
«Project Rally One ha completato due giorni di test nei Vosges francesi. Giovedì Teemu Suninen ha svolto il ruolo di collaudatore, con condizioni di pioggia per tutta la giornata che hanno permesso di provare le prime regolazioni per il bagnato», ha spiegato il team in una nota.
«Venerdì Sébastien Loeb si è messo al volante. Le condizioni meteorologiche erano più miti e i test si sono svolti principalmente su strade asciutte. Le indicazioni di entrambi i piloti sono state positive e il loro contributo è stato fondamentale per lo sviluppo della vettura».
Due giornate complementari, quindi, che hanno consentito di raccogliere riscontri su superfici con livelli di aderenza differenti, un aspetto particolarmente importante nella fase di messa a punto di un nuovo progetto.
Loeb: «È stata soprattutto una questione di curiosità»
Intervistato da DirtFish, Loeb ha spiegato come la possibilità di provare la vettura sia nata quasi casualmente, grazie alla vicinanza del luogo dei test e alla conoscenza con Lionel Hansen, responsabile tecnico di Project Rally One.
«Sto trascorrendo un po’ di tempo nei Vosges ed è proprio qui che stanno provando la Rally1. È stata semplicemente un’opportunità, perché conosco Hansen dal precedente rally che abbiamo disputato con la Porsche GT3», ha raccontato il francese.
«Non era lontano da casa mia ed è sempre piacevole scoprire una vettura nuova. Volevo capire un po’ com’è il nuovo WRC e questa era l’occasione per provarlo».
Loeb ha quindi descritto le prime sensazioni al volante del prototipo, confrontandole con quelle di una vettura di generazione precedente utilizzata recentemente.
«Ho effettuato alcuni passaggi e la macchina si è comportata abbastanza bene. Certamente non ha la stessa potenza della Fiesta WRC del 2017 che ho guidato qualche mese fa al Rallye des Vosges, ma le sensazioni sono state piuttosto buone».
Un confronto interessante, perché arriva da un pilota che ha attraversato diverse generazioni tecniche del Mondiale, dalle World Rally Car dei primi anni Duemila fino alle Rally1 ibride introdotte nel 2022.
Le nuove vetture WRC27 nasceranno infatti con l’obiettivo di contenere i costi e rendere più accessibile la categoria principale, anche attraverso una diversa impostazione tecnica rispetto alle Rally1 attuali.
Omologazione FIA entro ottobre, Monte-Carlo ancora da confermare
Il lavoro di Project Rally One procede parallelamente alla preparazione della documentazione necessaria per ottenere l’omologazione.
Il team ha confermato che il dossier tecnico è in fase di redazione e sarà presentato al dipartimento tecnico della FIA entro la fine di ottobre.
Si tratta di un passaggio fondamentale per consentire alla vettura di partecipare alle competizioni internazionali secondo i regolamenti WRC27.
Rimane invece da definire la data del debutto agonistico. L’obiettivo di essere presenti al Rallye Monte-Carlo 2027, appuntamento inaugurale della nuova stagione mondiale, è tra le possibilità considerate, ma Project Rally One non ha ancora confermato ufficialmente quando la vettura affronterà la sua prima gara.
Una comunicazione in merito è attesa entro la fine del mese.
Il coinvolgimento di piloti esperti come Suninen e Loeb rappresenta comunque un elemento importante per la fase di sviluppo, soprattutto per un costruttore indipendente chiamato a confrontarsi con una categoria completamente rinnovata.
Nessun ritorno al Mondiale per Loeb
La presenza del nove volte iridato al volante del prototipo ha naturalmente alimentato interrogativi su un possibile coinvolgimento futuro nel progetto.
Loeb, che rimane sotto contratto con Dacia per il programma nel World Rally-Raid Championship, ha però escluso che il test possa essere interpretato come un’anticipazione del suo ritorno nel WRC.
Alla domanda su una possibile partecipazione al prossimo Rallye Monte-Carlo, il francese ha risposto senza lasciare spazio a interpretazioni: «Non dovete aspettarvi di vedermi al Monte-Carlo».
L’ultima apparizione di Loeb nel Campionato del Mondo Rally risale al Rally dell’Acropoli 2022, quando fu costretto al ritiro con la Ford Puma Rally1. Da allora ha proseguito la propria attività nel rally-raid e in alcune competizioni nazionali, continuando comunque a mantenere un legame con le prove speciali.
Il test nei Vosgi rimane dunque un’esperienza occasionale, nata dalla curiosità del campione francese e dalla possibilità di contribuire allo sviluppo di una vettura completamente nuova.
Per Project Rally One, invece, rappresenta un ulteriore passo verso il 2027. Dopo le indicazioni raccolte da Suninen sul bagnato e da Loeb sull’asciutto, l’attenzione si sposta adesso sull’omologazione FIA e sulla definizione del programma sportivo.
Il debutto della nuova generazione WRC si avvicina e, accanto ai costruttori tradizionali, anche i progetti indipendenti stanno cercando di ritagliarsi un ruolo nel futuro del Mondiale.
