Oliver Solberg punta in alto con Toyota nel WRC
Il passaggio di Oliver Solberg alla classe Rally1 con Toyota coincide con dichiarazioni che attirano l’attenzione. Il pilota svedese, dopo un 2025 vissuto da protagonista nel WRC2, non nasconde l’idea di poter competere già da subito per qualcosa di molto importante. Un obiettivo che arriva al termine di una stagione densa di risultati e continuità.
Nel 2025 Solberg ha chiuso il Mondiale WRC2 al primo posto, affermandosi su diversi terreni con la GR Yaris Rally2 del team Printsport. In tredici gare sono arrivate nove vittorie, compresa la convincente prestazione al debutto al volante della Toyota Rally1 in Estonia. Un cammino che ha convinto il team giapponese a promuoverlo nella squadra principale, chiamandolo a raccogliere l’eredità di Kalle Rovanperä, ora concentrato sulle competizioni in pista.
La fiducia maturata dallo svedese è cresciuta insieme alla consapevolezza di poter affrontare il nuovo ruolo senza pressione eccessiva. L’idea di puntare al titolo fin dal primo anno non è una promessa, ma una possibilità che Solbergpreferisce non escludere. Se dovesse riuscirci, eguaglierebbe il padre Petter Solberg, iridato nel 2003 con Subaru, dando vita alla prima coppia padre-figlio campione del mondo.
“Mi sento pronto al 100% per il Rally1. Mi sentivo pronto per un po’, ma soprattutto dopo l’Estonia, mi sentivo pronto a continuare per sempre. È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho partecipato al programma vero e proprio, quindi questo è un sogno che si avvera. Come ho detto, tutto è possibile. Se potrò lottare per il campionato, non lo so, ma farò comunque del mio meglio, come ho fatto [nel 2025]”, ha spiegato Solberg a DirtFish.
Strategia, calendario e gestione delle aspettative
Il nuovo pilota Toyota ha già delineato un approccio ragionato alla stagione. Alcune gare saranno affrontate con maggiore prudenza, altre con l’obiettivo di concretizzare il massimo possibile. L’idea è costruire passo dopo passo, evitando forzature e mantenendo continuità.
“Ho aspettative diverse per i diversi tipi di rally, ma alla fine dell’anno, se si guarda anche a quest’anno, l’obiettivo è ottenere altri buoni risultati e qualche vittoria importante”.
Il riferimento di Solberg va anche a Sébastien Ogier, capace di conquistare un mondiale pur saltando alcune gare. Da qui nasce la convinzione che un campionato gestito con intelligenza possa aprire prospettive interessanti: “OK, Ogier è Ogier, ma è riuscito a vincere saltando tre rally, quindi se si fa una stagione positiva e costante con buoni risultati, anche molto buoni, penso che tutto sia possibile”.
Il navigatore Elliott Edmondson condivide la stessa visione, pur mantenendo un atteggiamento concreto.
“Beh, per usare la citazione di Oliver, che ripete sempre, che tutto è possibile. Ed è vero! Bisogna essere ottimisti in questo sport. È una mentalità importante da avere, essere sempre ottimisti, volere sempre di più, cercare sempre il miglior risultato possibile, qualunque esso sia”.
Allo stesso tempo, la coppia preferisce restare con i piedi per terra. “Quindi, ovviamente saremo realisti. Sappiamo che quello che è successo in Estonia, pur essendo un risultato genuino, non possiamo aspettarcelo ovunque. Ne siamo consapevoli quanto, se non di più, di chiunque altro, quindi stiamo gestendo molto bene le nostre aspettative”.
di Peppe Marino
