Vasilakis trionfa in Kenya: vittoria nel WRC3 e primato nel Masters
Georgios Vasilakis ha concluso l’ultima tappa del Safari Rally Kenya adottando una condotta di gara prudente, utile a sigillare il suo primo successo nella categoria WRC3. Il veterano greco, navigato da Allan Harryman a bordo di una Ford Fiesta Rally3, si è distinto per essere stato l’unico concorrente della classe a completare l’evento africano senza incorrere in incidenti o ritiri. Questa regolarità gli ha permesso di chiudere la manifestazione con un margine superiore ai 50 minuti sul primo degli inseguitori, il pilota locale Nikhil Sachania.
Il risultato ottenuto sulle piste keniote ha rimescolato profondamente le classifiche mondiali. Grazie ai punti conquistati, Vasilakis è passato dalla settima alla prima posizione nella WRC Masters Cup, superando di dieci lunghezze Johannes Keferböck e Michał Sołowow, che fino a questo appuntamento condividevano la vetta del campionato. Parallelamente, nel campionato WRC3, il pilota greco ha scalato cinque posizioni, portandosi attualmente al terzo posto della graduatoria generale.
Gestione del vantaggio e prestazioni degli inseguitori
Nell’ultima giornata di gara, con un distacco ormai rassicurante, Georgios Vasilakis ha evitato di forzare il ritmo, lasciando che i suoi avversari si misurassero per i successi nelle singole prove speciali. Di questa strategia ha beneficiato il giovane Nataniel Bruun. Il boliviano ha mostrato una notevole velocità pura, aggiudicandosi tutti e quattro i tratti cronometrati della domenica. Tuttavia, a causa di due ritiri precedenti che lo hanno costretto a ripartire con penalità, Bruun ha concluso soltanto al quarto posto, con un ritardo complessivo di oltre un’ora dal vincitore.
La piazza d’onore è andata a Nikhil Sachania, che è riuscito a precedere l’indiano Naveen Pulligilla di 6 minuti e 44 secondi. Per Pulligilla, il terzo gradino del podio rappresenta un risultato positivo in una gara che ha messo a dura prova la resistenza meccanica di tutte le vetture della categoria Rally3. La tappa finale ha confermato come, in un contesto impegnativo come quello del Safari, la gestione dell’affidabilità sia stata più determinante della velocità pura espressa dai cronometri nelle singole frazioni.
di Peppe Marino
Foto WRC.com
